
Due profughi sono annegati, una donna sui 30 anni e un bambino di 4 o 5, e altri due sono in gravi condizioni, nel naufragio di un barcone di richiedenti asilo al largo del territorio australiano di Christmas Island nell'Oceano Indiano, a circa metà fra il continente australiano e l'Indonesia. Il peschereccio aveva a bordo 95 persone quando si è ribaltato questa mattina a circa 28 km a nord dell'isola. Il ministro dell'Interno Jason Clare ha riferito in una conferenza stampa che 93 persone sono state tratte in salvo da una nave della dogana e non si crede vi siano dispersi. I due infortunati sono un bambino di 6 o 7 anni e una donna incinta sui 20, che "hanno difficoltà di respirazione per aver ingerito acqua e potenzialmente gasolio che era in superficie". Non è nota la nazionalità dei profughi ma secondo le indicazioni iniziali proverrebbero dall'Afghanistan. I profughi che cercano asilo in Australia spesso si imbarcano dall'Indonesia o dallo Sri Lanka dirigendosi a Christmas Island in imbarcazioni malandate e sovraffollate, con l'aiuto di trafficanti. Per dissuadere i richiedenti asilo dall'affrontare il viaggio, il parlamento australiano ha autorizzato la ripresa della 'Pacific Solution', consistente nel rinchiuderli in centri di detenzione, oltre che a Christmas Island, nel minuscolo e remoto stato-isola di Nauru e nell'isola di Manus in Papua Nuova Guinea. E ha introdotto il principio del 'no advantage', secondo cui le domande di asilo a Manus e a Nauru non saranno esaminate prima di quelle dei profughi in attesa nella regione Asia-Pacifico, quindi per almeno cinque anni. ATS
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