
Un attentato contro una moschea nel nord del Sinai ha provocato "235 morti e 109 feriti fino ad ora". È il bilancio provvisorio secondo un comunicato della Procura generale egiziana ricevuto al Cairo. L'attacco è stato condotto piazzando una "bomba all'interno" del luogo di culto e sparando sui fedeli che fuggivano dopo l'esplosione. La moschea attaccata si trova in un piccolo centro, Bir El Abd, e i fedeli "sono stati presi di mira da terroristi che li aspettavano davanti alla porta", hanno precisato all'agenzia italiana ANSA fonti che preferiscono restare anonime. L'attentato è avvenuto durante la preghiera del venerdì islamico. Tribù moschea colpita collabora in lotta all'Isis La moschea colpita da un attentato terroristico in Egitto "è frequentata dalla tribù Sawarka, la maggiore del nord del Sinai e, in generale, conosciuta per la propria collaborazione con l'esercito e le forze dell'ordine" nella lotta contro l'Isis: lo riferiscono fonti locali all'agenzia italiana ANSA. Il luogo di culto si trova in una zona desertica "a 60 km da Al Arish", il capoluogo del Sinai settentrionale, e "a 30 da Bir El Abd", precisano le fonti del posto sottolineando che la posizione sta allungando i tempi dell'arrivo di ambulanze e forze di sicurezza. Bruciate anche una decina di autoI terroristi hanno bruciato "una decina" di auto dei fedeli parcheggiate davanti alla moschea, ha riferito all'agenzia italiana ANSA un consigliere comunale di Bir El Abd, Salama El Rokei. Il luogo di culto islamico si trova lunga la cosiddetta "autostrada internazionale" ed è frequentata anche da automobilisti di passaggio. Il sito "Sinai plus" riferisce che "dieci ambulanze" sono state fatte convergere sul posto da Ismailia.
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