
Un'esplosione devastante. Decine di morti. Oltre cento feriti. È uno scenario atroce quello che emerge dalla capitale del Pakistan, Islamabad, dove testimoni e autorità denunciano una terribile strage di innocenti in una moschea di periferia.
Un massacro compiuto da un attentatore suicida, affermano gli investigatori pachistani. E proprio mentre i fedeli si erano radunati nel luogo di culto per la preghiera del venerdì. Il bilancio ufficiale delle vittime per ora è di almeno 31 persone uccise e 169 ferite: numeri che trasformano l'attacco nel più sanguinoso commesso nella capitale pachistana negli ultimi 18 anni.
«Ero in piedi in mezzo alla sala. Mentre eravamo in posizione di inchino, ho sentito degli spari e poi un'esplosione», racconta all'ANSA un testimone rimasto ferito nell'attacco, mentre una fonte dell'Afp dei servizi di sicurezza afferma che «l'assalitore è stato fermato al cancello e si è fatto esplodere». «C'erano corpi ovunque», dice un'altra persona alla Bbc.
Un testimone sentito dall'emittente britannica sostiene invece che gli assalitori fossero due e che abbiano aperto il fuoco contro le guardie schierate a difesa della moschea: secondo la fonte, uno sarebbe riuscito a scappare, mentre l'altro avrebbe superato il cancello all'ingresso e si sarebbe fatto saltare in aria non appena colpito da un proiettile.
Il luogo della strage è una moschea sciita. Il Pakistan è un Paese a maggioranza sunnita, ma quella sciita è un'importante minoranza, che si stima rappresenti tra il 10 e il 15% della popolazione. In passato, attacchi contro i musulmani sciiti sono stati rivendicati dai terroristi dell'Isis.
Finora però nessun gruppo ha denunciato la responsabilità della strage nella moschea Khadija al-Kubra del quartiere di Tarlai Kalan, nella periferia sud di Islamabad. Il ministro della Difesa pachistano sostiene che il presunto attentatore «andava e veniva dall'Afghanistan», mentre il ministero degli Esteri dei talebani di fatto al potere in Afghanistan dice di «condannare» l'attacco.
Negli ospedali di Islamabad è stato intanto istituito lo stato di emergenza e le autorità pachistane esortano i cittadini a donare il sangue. Reporter dell'Afp sul posto raccontano che nella clinica dell'Istituto Pachistano di Scienze Mediche sanitari e passanti aiutavano a far scendere da ambulanze e veicoli i feriti con i vestiti intrisi di sangue.

