

Mosca ha ammesso di avere compiuto un «massiccio attacco» con missili e droni la scorsa notte su Kiev e la sua regione, affermando tuttavia di avere preso di mira solo obiettivi militari o di interesse militare.
Il ministero della Difesa riferisce che nella capitale ucraina sono stati tra l'altro bombardati uno stabilimento del gruppo Fire Point che produce componenti per droni d'attacco e per i missili Flamingo, un sito dell'azienda aeronautica statale Antonov specializzato nella produzione di velivoli con e senza pilota e un deposito di munizioni dove erano stoccate «bombe aeree termobariche M-900, mine anti-carro e munizioni per droni di tipo Baba-Yaga».
Nella regione di Kiev, aggiunge il ministero russo, sono stati colpiti un deposito di carburanti a Brovary e un centro di trasporto e logistica del gruppo Zammler che «si occupava dello stoccaggio e della distribuzione di beni a doppio uso, tra cui per la produzione di droni a lungo e medio raggio, complessi robotizzati e sistemi di guerra elettronica».
È di 12 morti e 32 feriti il bilancio di un massiccio attacco russo avvenuto nella notte su Kiev. Ad annunciare i dati, su Telegram, è il sindaco della capitale ucraina Vitaliy Klitschko.
Delle vittime, almeno 7 risultano nel distretto di Solomyansky. Per domani il sindaco ha disposto il lutto cittadino.
Il primo cittadino ha dato via via, nel corso della notte e della prima mattina, diversi aggiornamenti sugli effetti dell'attacco: nel distretto di Solomyansky, ha riferito, i piani superiori di un edificio residenziale di 9 piani sono crollati e hanno preso fuoco. Alcune persone sono rimaste intrappolate in un altro edificio residenziale.
Diverse zone dei quartieri di Sviatoshynsky e Solomyansky, nella capitale, sono rimaste senza elettricità. Nel distretto di Darnytsky, sono stati danneggiati edifici non residenziali e magazzini. Nel distretto di Svyatoshynskyi, si è registrata la distruzione di edifici non residenziali e l'incendio di alcuni magazzini.
Sempre nel distretto di Solomyanskyi, una scuola e i locali di un ospedale pediatrico sono stati danneggiati. Le finestre di una struttura medica sono state infrante e alcune auto sono andate a fuoco nella zona. L'incendio è stato spento. Anche alcuni garage sono stati danneggiati.
Sale a cinque morti e 23 feriti il bilancio dell'attacco missilistico russo su Kiev. Una sesta vittima è stata provocata dai bombardamenti nel distretto di Brovary, nella regione della capitale ucraina. Lo ha riferito l'Amministrazione militare della città di Kiev.
Nuovi guai ieri per Volodymyr Zelensky. L'Ufficio nazionale anticorruzione dell'Ucraina ha infatti avviato un'operazione speciale - denominata 'Forrest Gump' - contro una presunta organizzazione criminale che coinvolge parlamentari - in carica ed ex, nonché alti funzionari dell'Ufficio presidenziale, come la vice capa Iryna Mudra. Quest'ultima è stata immediatamente licenziata da Zelensky ma ha smentito di essere stata arrestata con l'accusa di riciclaggio. Il caso sarebbe in qualche modo connesso alla precedente indagine (Mida), che ha a suo tempo portato alle dimissioni di Andrii Yermak, il potente braccio destro del presidente.
È proprio da allora che Zelensky ha iniziato a zoppicare sul fronte del consenso interno. Troppe le sbavature nelle nomine governative - come il recente licenziamento di Mykhailo Fedorov dal ministero della Difesa, che ha provocato settimane di proteste nelle strade - e tracce di relazioni fin troppo strette con figure di vertice poi finite nel mirino delle autorità anti-corruzione ucraine. Oltre a Mudra i magistrati hanno nel mirino il deputato Vadym Stolar (che non milita nel partito di Zelensky e anzi era iscritto alla fazione filorussa 'Piattaforma dell'Opposizione - Per la Vita'), l'ex parlamentare Maksym Mykytas inoltre - stando a diversi media - ai dirigenti della Sense Bank Oleksiy Stupak e Mykola Hladyshchenko (rispettivamente amministratore delegato e presidente del consiglio di sorveglianza). Sono accusati, a vario titolo, di aver riciclato 150 milioni di grivna (circa 2,7 milioni di franchi) per pagare la cauzione a un imputato dell'operazione Mida.

