

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato che «il missile balistico ucraino FP-9, in grado di raggiungere Mosca, sarà pronto entro l'autunno». Lo ha annunciato lo stesso leader ucraino in un'intervista a Reuters.
Zelensky ha dichiarato di aver chiamato il produttore Fire Point per sollecitare la dirigenza a completare rapidamente i lavori sul modello FP-9 a lungo raggio, che secondo l'azienda è in grado di colpire Mosca.
L'Ucraina intensificherà gli attacchi contro le raffinerie di petrolio russe in risposta alla nuova politica di raid aerei di Mosca, volta a costringere la popolazione ad abbandonare Kiev e altre città: lo ha dichiarato il presidente Volodymyr Zelensky in un'intervista a Reuters.
Zelensky ha affermato che l'intelligence ucraina ha ottenuto documenti che dimostrano come Vladimir Putin abbia emanato una «nuova dottrina» di attacchi militari contro una gamma molto più ampia di obiettivi civili in vista di questo inverno. «I documenti consentono loro di attaccare le strade, le scuole, gli ospedali, per far lasciare le città».
I colloqui dell'amministrazione di Donald Trump con la Russia per porre fine alla guerra in Ucraina nelle ultime settimane hanno messo sul tavolo un accordo petrolifero multimiliardario. Lo rivela il New York Times.
L'intesa avvantaggerebbe aziende mediorientali legati ai due principali negoziatori americani, Steve Witkoff e il genero del presidente Jared Kushner.
L'accordo, subordinato all'approvazione del governo americano e del Cremlino, riguarda un vasto complesso di giacimenti petroliferi, raffinerie e stazioni di servizio in tutto il mondo di proprietà di Lukoil, una delle maggiori compagnie energetiche russe.
Il gruppo promotore dell'operazione comprende l'investitore americano Todd Boehly, che ha donato 2 milioni di dollari alla campagna di Trump, due gruppi mediorientali che hanno intrattenuto rapporti d'affari con Kushner o con la famiglia di Witkoff, e un ente dell'amministrazione USA.
Non vi è alcuna indicazione che né il marito di Ivanka né l'inviato del tycoon ne traggano un profitto personale. Tuttavia, l'accordo in fase di definizione rappresenta una clamorosa commistione tra interessi commerciali privati e geopolitica.
Sarebbe stato proprio Vladimir Putin a proporre ai due uomini di Trump la vendita di asset energetici russi. Il valore dichiarato delle attività internazionali di Lukoil si aggira attorno ai 20 miliardi di dollari, ma il prezzo dell'operazione non è chiaro.
Le forze russe «hanno colpito una nave mercantile civile battente bandiera liberiana in uno dei porti della regione di Odessa», un raid in cui un marinaio è morto e altri tre sono rimasti feriti: lo ha reso noto via Facebook l'autorità di gestione dei porti ucraini.
Nel complesso, si legge in un comunicato, 13 membri dell'equipaggio dell'imbarcazione «sono stati evacuati e portati in un luogo sicuro».
Secondo quanto sottolineato dalla stessa autorità ucraina, si è trattato «dell'ennesimo attacco deliberato della Federazione Russa contro la navigazione civile».
L'Ucraina - a quanto apprende l'agenzia ANSA - potrebbe avere bisogno nel 2027 «fino a 70 miliardi di euro» in più di quanto preventivato per poter continuare a resistere all'invasione russa (in aggiunta dunque ai 45 miliardi già previsti dal prestito Ue). Al momento sarebbero in corso contatti approfonditi tra Bruxelles e Kiev per definire le esigenze con precisione e produrre un report da sottoporre ai 27, forse già al Consiglio europeo di ottobre. Per quanto riguarda il 2026, invece, non ci sono «buchi» nell'assistenza ma è «fondamentale» che il parlamento ucraino approvi le riforme previste.
Per quanto riguarda la ripartizione dei 70 miliardi che potrebbero rendersi necessari, la quota maggiore sarebbe destinata al supporto macrofinanziario (circa 40 miliardi) per la tenuta dello Stato, mentre la parte restante (circa 30 miliardi) è specificamente dedicata agli aiuti per la difesa, dove il quadro sul campo si evolve con straordinaria rapidità, ad esempio per la comparsa dei droni a reazione russi, scrive l'ANSA.
Se lo scenario sarà confermato, si tratterrà per i 27 di una tegola aggiuntiva in un momento in cui i bilanci sono già sotto pressione a causa dello shock inflattivo dovuto alla guerra in Iran. «L'Europa non può far fronte a tutto questo da sola», spiega però un alto funzionario europeo. Il ruolo dei partner viene dunque definito «cruciale». Al netto del fatto che gli USA di Donald Trump si tireranno fuori, restano Paesi amici come Canada, Regno Unito, Norvegia, Australia, Nuova Zelanda, Giappone e Corea del Sud. Peraltro, sono previsti dei summit con Londra e Ottawa da qui alla fine dell'anno e non è escluso che tra i criteri previsti per una maggiore integrazione futura con l'Ue ci sia un contributo finanziario «strutturale» al sostegno di Kiev.
Naturalmente non gioca a favore dell'Ucraina l'incertezza nata dall'estate in poi sullo stato del bilancio e lo spettro della corruzione, benché gli alleati siano disposti a concedere tutte le attenuanti del caso per un Paese piagato da quasi cinque anni di conflitto. Ecco perché il tema delle riforme diviene cruciale. Tutto ciò crea una situazione di forte stress politico a Kiev, dato che i parlamentari ucraini si vedono recapitare leggi «blindate» che sono obbligati a votare in tempi record e con margini di modifica minimi, pena il congelamento dei fondi.
L'attacco russo che questa mattina ha colpito un secondo importante ponte a Kiev ha danneggiato il manto stradale e le linee aeree dei filobus del Ponte Nord, causando il blocco del traffico. Lo scrive Bbc, la quale cita il sindaco Vitali Klitschko, mentre la Russia intensifica le offensive contro le infrastrutture critiche della capitale ucraina.
L'incursione giunge dopo che un altro ponte chiave della città, il Ponte Sud, era stato preso di mira più volte da droni russi tra giovedì e venerdì. In precedenza, ricorda il media britannico, Klitschko aveva avvertito che tali attacchi stavano «facendo a pezzi Kiev». Il Ponte Nord e il Ponte Sud collegano la parte orientale e quella occidentale della capitale e non erano stati colpiti prima di giovedì, segnando così una nuova fase nella strategia di Mosca. Gli attacchi al Ponte Sud hanno causato gravi disagi alla circolazione sin da giovedì, portando alla sospensione del transito di auto e metropolitana sulla struttura. Molti dei residenti della città - che conta circa tre milioni di abitanti - si affidano proprio alla metropolitana per spostarsi nell'area urbana.
Nella notte la Russia ha lanciato un attacco con droni contro la città di Hostomel, nell'oblast di Kiev, colpendo alcuni magazzini e ferendo, secondo quanto riferito dalle autorità, quattro persone, tra cui una bambina. Lo riporta la testata Kyiv Independent. Il capo dell'amministrazione militare dell'oblast di Kiev, Tymur Tkachenko, ha riferito che due uomini e una donna hanno riportato numerose ferite in seguito all'attentato. Una bambina di 8 anni è stata colpita da una scheggia a un arto inferiore, ha aggiunto Tkachenko. Almeno una delle vittime ferite è stata ricoverata in ospedale.
Gli attacchi russi hanno inoltre colpito un importante ponte di Kiev, il Ponte Nord, due giorni dopo gli attacchi al Ponte Sud. Lo ha comunicato il sindaco della capitale ucraina, Vitali Klitschko. «Il Ponte Nord è stato colpito. I servizi di emergenza sono in arrivo», ha scritto sul suo profilo Telegram. In precedenza, in città era stato lanciato un allarme droni. Il ponte Sud della capitale è stato già colpito diverse volte ieri e nei giorni scorsi, come riportato sempre dal sindaco Klitschko.

