
Un insegnante di letteratura è stato ucciso questa mattina attorno alle 11 nell'attacco con il coltello in un liceo di Arras, nel nord della Francia: è quanto riferisce Bfm-Tv, confermando inoltre diversi feriti. Il principale sospetto è stato fermato dalle forze dell'ordine, che gli hanno trovato addosso due coltelli. Secondo quanto riferisce ancora Bfm-Tv, l'uomo avrebbe gridato 'Allah Akbar'. Un'informazione confermata su X (ex Twitter) dal ministro dell'Interno, Gérald Darmanin. L'attentatore sarebbe un ceceno di 20 anni e si tratta di un ex allievo. Sempre secondo la prima rete all-news di Francia, un dipendente della scuola è stato ferito con diverse coltellate ed è in condizioni di "urgenza assoluta", mentre un altro insegnante si trova in stato di "urgenza relativa". Nessuno studente risulta ferito. Una terza persona è rimasta ferita nell'attacco di oggi ad Arras, dove un ceceno ha ucciso un professore della scuola "Gambetta". Lo ha detto il procuratore della Repubblica antiterrorismo, Jean-François Ricard, in una conferenza stampa. Il terzo ferito, anche lui non in pericolo di vita, è un dipendente della scuola che si occupa di manutenzione. Come l'addetto alla mensa e l'insegnante di ginnastica, anche lui si è trovato di fronte all'attentatore nel cortile.
Il caso all'antiterrorismo
L'attacco è di competenza della procura antiterrorismo, che è stata investita del caso pochi minuti fa. Secondo quanto apprendono fonti di Bfm-Tv, questa mattina il ministero dell'Interno aveva inviato un messaggio di allerta con raccomandazione di osservare il più alto livello di sicurezza "a tutte le scuole" in Francia e non soltanto a quelle ebraiche come era stato detto in precedenza. L'autore dell'attacco era schedato "S", che nel sistema francese significa "a rischio radicalizzazione". Era quindi sorvegliato dai servizi di sicurezza.
L'attentatore
L'attentatore si chiama chiama Mohammed Mogouchkov ed era arrivato all'età di 6 anni nel Paese con la famiglia e tuttora ha soltanto la nazionalità russa, non avendo ottenuto quella francese. Lo si apprende da fonti vicine all'inchiesta dell'antiterrorismo citate dalle tv francesi. Lui stesso, come schedato "S", era oggetto di sorveglianza "fisica", quindi diretta in base ai suoi spostamenti, sia a intercettazioni telefoniche. Secondo quanto si apprende, anche ieri era stato fermato dalla polizia, che gli aveva controllato i documenti e lo aveva lasciato andare. Secondo quanto trapela, il profilo della famiglia del ventenne è particolarmente inquietante. Padre, madre e cinque figli sono in Francia ma non hanno mai ottenuto documenti regolari o nazionalità francese. Il padre è stato espulso anni fa dalla Russia, la madre con i figli vive in un centro di accoglienza dopo che diverse organizzazioni umanitarie si erano opposte all'espulsione di tutta la famiglia nel 2014. Il figlio più grande, Mosvar, è in carcere dal 2019, coinvolto in un progetto di attentato contro l'Eliseo. Nel 2023 è stato condannato a 5 anni per omessa denuncia. Il suo ruolo nel progetto sarebbe stato quello di girare un video dell'azione progettata per poi diffonderlo su Internet. In questi anni, il passaggio alla misura del braccialetto elettronico era stata revocata poiché Mosvar è stato sorpreso a diffondere su X contenuti violenti di propaganda all'Isis.
Le persone fermate
Si è appreso, intanto, che nelle indagini condotte negli ambienti frequentati dall'attentatore ceceno Mohammad Mogouchkov, sono state fermate 8 persone. Il giovane, sottoposto ad interrogatorio alla presenza di un avvocato, rifiuta per il momento di rispondere. Dal canto suo, il ministro dell'Interno francese Gérald Darmanin ha assicurato oggi - al telegiornale di TF1 - che c'è "un indubbio legame" fra l'attentato di oggi costato la vita ad un professore di Arras e la situazione in Medio Oriente. "Secondo le nostre informazioni - ha detto Darmanin - c'è purtroppo un legame fra quanto accaduto senza dubbio in Medio Oriente". Darmanin ha precisato che "da sabato e dai massacri in Israele, abbiamo arrestato 12 persone pronte a passare all'azione" in Francia. Quanto alla decisione di alzare il livello di allerta ad "emergenza attentati", Darmanin ha spiegato che "non c'è una minaccia identificata. Si passa in allerta emergenza per dire a tutte le istituzioni di fare attenzione. Di fronte ai radicalizzati, la nostra mano non tremerà, dovremo essere ancora più decisi, ce lo ha chiesto il presidente della Repubblica".

