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Attacchi USA-Israele sull'Iran, «ucciso anche Ahmadinejad»
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17 ore fa
Gli USA: «Abbiamo tagliato la testa del serpente, le Guardie Rivoluzionarie non hanno più un quartier generale» – Esplosioni a Dubai e nella capitale del Bahrein – I pasdaran: «Abbiamo attaccato la portaerei Lincoln nel Golfo», ma gli USA smentiscono – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
38 minuti fa
Le sirene di allarme per una sospetta infiltrazione di droni risuonano nel nord di Israele

Le sirene di allarme per una sospetta infiltrazione di droni risuonano nel nord di Israele. Gli allarmi sono attivati in numerose città dell'Alta Galilea. Lo riportano i media israeliani.

39 minuti fa
«I Paesi del Golfo valutano una risposta agli attacchi dell'Iran»

I Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Ccg) hanno annunciato che stanno valutando una risposta agli attacchi missilistici e con droni iraniani contro diversi dei suoi Stati membri, avvertendo che il blocco adotterà tutte le misure necessarie per proteggere la propria sicurezza e stabilità. Lo scrive Anadolu.

In una dichiarazione rilasciata dopo una riunione ministeriale virtuale di emergenza, il Consiglio ha condannato gli attacchi contro Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Arabia Saudita, Oman, Qatar e Kuwait, descrivendoli come violazioni della sovranità e del diritto internazionale.

Il Ccg ha sottolineato che la sicurezza dei suoi Stati membri è indivisibile, sottolineando che qualsiasi attacco contro uno di essi costituisce una minaccia diretta per tutti, ai sensi del suo accordo di difesa congiunta. Il Consiglio di Cooperazione del Golfo ha aggiunto che gli Stati membri mantengono il diritto di rispondere in conformità con l'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite e ha chiesto la cessazione immediata degli attacchi, esortando il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ad adottare misure decisive per prevenire un'ulteriore escalation.

un'ora fa
Trump agli iraniani: «L'America è con voi»

Le operazioni militari continueranno fino a quando tutti i nostri obiettivi saranno raggiunti. Lo ha detto Donald Trump, sottolineando che l'intero comando militare iraniano è «andato e molti si vogliono arrendere». «Abbiamo colpito centinaia di target, incluse le strutture della Guardia Rivoluzionaria, i sistemi di difesa aerea e nove navi», che sono state «distrutte», ha aggiunto Trump. «Questa massiccia operazione» in Iran «è per assicurare la nostra sicurezza e quella delle future generazioni, così come i nostri antenati lo hanno fatto con noi», ha detto Trump definendo le azioni militari statunitensi «giuste e necessarie per assicurare che gli americani non debbano mai affrontare un regime assetato di sangue e terrorista armato con armi nucleari». «Per quasi 50 anni questi estremisti» del regime «hanno attaccato gli Stati Uniti, cantando lo slogan 'Morte all'America' o 'Morte a Israele' o tutti e due. Quest intollerabili minacce non continueranno più», ha messo in evidenza Trump in un video di sei minuti pubblicato sul suo social Truth. Trump ha quindi ribadito l'invito al Corpo delle Guardie rivoluzionarie affinché «depongano le armi o affrontare una morte certa».

Il presidente USA promette che gli Stati Uniti «vendicheranno la morte dei patrioti americani». Le parole del presidente seguono l'uccisione di tre americani in Iran. «Probabilmente ci saranno altre perdite», ha messo in evidenza.

«La scorsa notte le voci degli iraniani si sono sentire gioire in strada quando è stata annunciata la morte» della guida suprema, l'ayatollah Ali Khamenei. «L'America è con voi», ha aggiunto.

un'ora fa
Starmer: «Washington può usare le basi britanniche per colpire i siti missilistici iraniani»

Londra ha accettato di consentire agli Stati Uniti di utilizzare le basi militari britanniche per colpire i siti missilistici iraniani. Lo ha annunciato il premier britannico Keir Starmer, precisando che «il Regno Unito non si unirà all'azione offensiva in Iran».

un'ora fa
«Almeno 7 feriti a Gerusalemme» per un raid dell'Iran

Il servizio di emergenza israeliano ha reso noto che sette persone sono rimaste ferite, una delle quali in gravi condizioni, in un attacco missilistico dell'Iran nella zona di Gerusalemme. Lo scrive Haaretz. La polizia israeliana ha riferito che alcuni frammenti dei missili intercettati sono caduti in diverse località dell'area di Gerusalemme.

2 ore fa
Trump: l'operazione in Iran potrebbe durare «quattro settimane o meno»

L'operazione in Iran potrebbe durare «quattro settimane o meno». Lo ha detto il presidente americano Donald Trump in un'intervista al Daily Mail. Il 79.enne ha anche rotto il silenzio sulle prime tre vittime americane in Iran: «Sfortunatamente lo aspettavamo, e potrebbe accadere ancora», ha detto.

Pure il capo di stato maggiore israeliano Eyal Zamir - stando quanto riporta Ynet - non prevede una rapida fine delle operazioni. «Ci attendono ancora molti giorni di battaglia. Faremo tutto il possibile e agiremo al meglio delle nostre capacità per accelerare i risultati, senza risparmiare alcuno sforzo», ha detto.

2 ore fa
Guy Parmelin: «Profondamente preoccupato, si torni alla diplomazia»

Il presidente della Confederazione Guy Parmelin ha espresso «profonda preoccupazione» per l'escalation in corso in Medio Oriente, «una regione dove sono stato accolto così calorosamente il mese scorso», scrive su X. Il 66.enne rende anche noto di aver contattato direttamente i leader di due paesi chiave del Golfo Persico per discutere della crisi.

«Questa sera ho discusso con il presidente degli Emirati Arabi Uniti e con il principe ereditario del Kuwait della situazione in rapida evoluzione e della necessità di prevenire un'ulteriore destabilizzazione della regione», spiega il capo del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR).

Il politico vodese ha anche ribadito la richiesta ufficiale della Svizzera alle parti in conflitto di rispettare senza restrizioni il diritto internazionale: «Devono proteggere i civili e le infrastrutture civili, allentare immediatamente la tensione e tornare alla diplomazia», ha esortato l'esponente dell'UDC.

3 ore fa
Gli USA: «Abbiamo tagliato la testa del serpente, le Guardie Rivoluzionarie non hanno più un quartier generale»

«Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie ha ucciso più di 1000 americani negli ultimi 47 anni. Ieri nell'attacco su larga scala abbiamo tagliato la testa del serpente. Non hanno più un quartier generale». Lo afferma il Us Centcom.

Il Pentagono ha reso noto che nell'attacco all'Iran sono stati usati F-22 e F-35 e sono stati colpiti più di mille obiettivi. Nell'operazione sono stati usati anche i bombardieri B-2 con bombe da più 900 chilogrammi per colpire gli impianti di missili balistici.

Il Central Command ha pubblicato i tipi di target nel mirino degli Stati Uniti: i centro di comando e controllo, il quartier generale del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie, la sede dell'aeronautica, i sistemi di difesa aerea integrati, i missili balistici, le navi e i sottomarini, e le strutture di comunicazione. Pubblicata anche una lista degli asset americani usati: dai B-2 ai missili Thaad, dai droni Reaper ai sistemi anti-droni, dai Patriot agli aerei cargo, passando per gli F-35, F-16, F-18 e F-22.

3 ore fa
L'Iran agli USA: «La difesa ci consente di decidere quando e come la guerra finirà»

«Abbiamo avuto due decenni per studiare le sconfitte dell'esercito statunitense nelle nostre immediate vicinanze, a est e a ovest. Abbiamo imparato la lezione di conseguenza. I bombardamenti nella nostra capitale non hanno alcun impatto sulla nostra capacità di condurre una guerra. La difesa ci consente di decidere quando e come la guerra finirà». Lo ha affermato su X il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi.

3 ore fa
Solo il 27% degli americani sostiene l'attacco americano all'Iran

Solo il 27% degli americani sostiene l'attacco americano all'Iran: è quanto emerge da un sondaggio Reuters-Ipsos, secondo il quale il 43% non lo approva e un 29% non è sicuro.

3 ore fa
Navi bloccate a Hormuz, allarme petrolio e commercio mondiale

L'attacco contro l'Iran e la rappresaglia di Teheran contro i Paesi del Golfo rischiano di scatenare un vero e proprio shock sui mercati e sul commercio internazionale.

Un assaggio si è già avuto in queste ore: centinaia di petroliere e navi di gas liquefatto ferme ai lati dello Stretto di Hormuz e le portacontainer commerciali dei colossi internazionali della logistica come Maesrk costrette a deviare dal Golfo hanno spinto il prezzo del petrolio. Negli scambi over the counter del mercato non regolamentato il barile è letteralmente schizzato del 10%, lasciando presagire forti turbolenze a partire dall'avvio questa notte delle Borse asiatiche. Il prezzo del Brent, il benchmark internazionale per le quotazioni del greggio, è volato da 72,8 della chiusura di venerdì a 80 dollari.

Al di là delle rassicurazioni di Donald Trump, che si è detto «per nulla preoccupato» per l'andamento del barile, gli analisti già pronosticano un avvicinamento ai 100 dollari, soglia toccata l'ultima volta allo scoppio della guerra in Ucraina. «Prevediamo che i prezzi apriranno vicini ai 100 dollari al barile e forse supereranno tale livello se assisteremo a un'interruzione prolungata dello Stretto di Hormuz», afferma Ajay Parmar, direttore del settore energia e raffinazione dell'Icis. Una stima condivisa anche dagli esperti di Barclays e delle altre grandi banche che prevedono anche un impatto sui prezzi del gas. A poco potrebbe dunque valere l'aumento della produzione di oltre 200mila barili al giorno deciso per il mese di aprile dagli otto Paesi membri dell'Opec+. Il rialzo è superiore alle attese, ma rappresenta una percentuale minima della produzione del cartello ed è già giudicato poca cosa rispetto alle difficoltà che potrebbero derivare da un'interruzione prolungata dello Stretto controllato dai Pasdaran, attraverso cui transita un quinto della produzione mondiale di petrolio e gas. Tanto più che ad accrescere maggiormente la quota di estrazione sarebbero proprio quei paesi, a partire dall'Arabia Saudita, che più utilizzano la via del mare per le loro esportazioni. Gli oleodotti alternativi, di cui pure Riad dispone, non sono infatti in grado di fare transitare le stesse quantità di greggio.

Gli effetti della guerra rischiano di farsi seriamente sentire sulle Borse occidentali. Le piazze del Medio Oriente aperte la domenica in Giordania, Egitto, Oman, hanno registrato perdite significative, sulla scia di Riad dove l'indice guida è arretrato del 2%. E la decisione di sospendere le contrattazioni lunedì e martedì a Dubai e Abu Dhabi non gioca a favore dei mercati. Solo il gigante del petrolio Saudi Aramco si è mosso in controtendenza trascinato al rialzo di oltre il 3% proprio dalle scommesse su un rapido aumento delle quotazioni del greggio. Andamento simile potrebbero registrare domani i titoli petroliferi anche in Asia e in Europa, ma il fiato resta sospeso per le ripercussioni sul commercio globale e per l'ondata inflazionistica che un eventuale perdurante rialzo dell'energia potrebbe innescare. Gli occhi saranno peraltro puntati anche sulle azioni delle compagnie aeree, doppiamente penalizzate dallo stop dei voli nei mega hub mediorientali e dal temuto aumento dei costi del carburante.

Andamento invece in controtendenza oggi per il Bitcoin che - dopo la conferma della morte di Khamenei - ha recuperato le perdite di sabato risalendo a 68'000 dollari.

3 ore fa
Gli Emirati Arabi Uniti richiamano l'ambasciatore a Teheran e chiudono la sede

Gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato la chiusura della loro ambasciata a Teheran e il ritiro del loro ambasciatore dall'Iran. Lo ha annunciato il ministero degli esteri in seguito agli attacchi iraniani contro il paese del Golfo.

4 ore fa
«Colpito un ospedale a Teheran»

I media iraniani riferiscono che gli attacchi di Israele hanno colpito un ospedale a Teheran.

L'agenzia di stampa iraniana Isna ha riferito che l'ospedale Gandhi, situato nel nord di Teheran, è stato preso di mira da attacchi aerei questa sera, il secondo giorno della campagna di bombardamenti contro l'Iran guidata da Israele e Stati Uniti.

«L'ospedale Gandhi di Teheran è stato attaccato da attacchi aerei sionisti americani», ha scritto l'Isna, mentre le agenzie di stampa Fars e Mizan hanno pubblicato un video, presumibilmente girato all'interno dell'ospedale, che mostra detriti sul pavimento tra le sedie a rotelle.

4 ore fa
Dietro alla morte di Khamenei la stretta e collaudata collaborazione tra i servizi segreti americani e israeliani

L'uccisione dell'ayatollah Ali Khamenei è frutto di una stretta e collaudata collaborazione tra i servizi segreti americani e israeliani. Questa volta è stata la Cia a fornire la posizione del bersaglio più importante e i jet dell'Idf l'hanno colpito sganciando almeno 30 bombe sul centro di comando dove si trovava con i vertici dell'apparato militare e di sicurezza, confidando nel fatto che il negoziato diplomatico era ancora aperto.

Uno scambio inverso a quello avvenuto nel gennaio del 2020, quando fu il Mossad a segnalare gli spostamenti del generale iraniano Qasem Soleimani agli Usa, che lo eliminarono con un drone vicino all'aeroporto di Baghdad, in Iraq. L'ultima sorpresa tattica è stata resa possibile anche dalla presenza di talpe interne al regime e dall'uso di Claude, il modello di IA di Anthropic, per le valutazioni di intelligence, l'identificazione dei target e la simulazione di scenari di battaglia, nonostante il divieto della start-up.

Secondo i retroscena svelati dai media americani, la Cia stava seguendo Khamenei da mesi, acquisendo sempre maggiore certezza sui suoi spostamenti. Lo scorso giugno, con i piani in corso per colpire gli impianti nucleari iraniani, Donald Trump aveva affermato che gli Stati Uniti sapevano dove si nascondeva la Guida suprema e che avrebbero potuto ucciderla. Quelle informazioni si basavano sulla stessa rete a cui l'agenzia di Langley si è affidata nei giorni scorsi, quando è venuta a sapere che un incontro fra i principali funzionari iraniani si sarebbe tenuto sabato mattina in un complesso della leadership nel cuore di Teheran, presente anche il leader supremo. Usa e Israele, che avevano originariamente previsto un attacco notturno per sfruttare la copertura dell'oscurità, hanno quindi deciso di modificare il momento dell'operazione, sfruttando una finestra di opportunità unica per ottenere una duplice vittoria: l'eliminazione dei principali dirigenti iraniani e l'uccisione di Khamenei. La Cia ha passato le informazioni ad «alta affidabilità» sulla posizione della Guida suprema a Israele, che ha eseguito un'operazione pianificata da mesi.

Il blitz è iniziato intorno alle 6 del mattino in Israele, con un numero relativamente basso di jet, ma armati con munizioni a lungo raggio e altamente precise. Due ore e cinque minuti dopo il loro decollo, intorno alle 9.40 a Teheran, i missili a lungo raggio hanno colpito il complesso del Beit-e Rahbari, il vero centro del potere in Iran, dove si prendono tutte le decisioni strategiche e militari. C'erano, tra gli altri, il ministro della Difesa Aziz Nasirzadeh, il comandante dei Pasdaran Mohammad Pakpour, il capo di stato maggiore Abdolrahim Mousavi, l'ammiraglio Ali Shamkhani, capo del Consiglio Militare, Seyyed Majid Mousavi, comandante della Forza Aerospaziale dei Guardiani della Rivoluzione; Mohammad Shirazi, vice ministro dell'Intelligence. Gli ufficiali erano in un edificio mentre la Guida suprema si trovava in un'ala sotterranea, ma non nel bunker più profondo. Il martellamento e il crollo dell'edificio non ha lasciato scampo a nessuno. In raid successivi, Stati Uniti e Israele hanno anche decimato i vertici dell'intelligence iraniana, dopo che avevano raccolto informazioni su di loro.

È l'ennesimo smacco per la rete di sicurezza di Teheran, dopo i cercapersone trasformati in ordigni contro Hezbollah, l'uccisione del loro leader Hassan Nasrallah nel suo rifugio sotterraneo a Beirut e la decimazione della gerarchia militare iraniana in estate.

5 ore fa
Trump: «Sono appena stato informato che abbiamo distrutto e affondato 9 navi iraniane»

«Sono appena stato informato che abbiamo distrutto e affondato 9 navi iraniane, alcune delle quali grandi e importanti». Lo ha detto il presidente americano Donald Trump sul suo social Truth. «In un altro attacco abbiamo distrutto il loro quartier generale navale».

5 ore fa
Con l'uccisione di Khamenei, «l'IDF ha eliminato i vertici dell'asse terroristico iraniano»

«L'eliminazione di Ali Khamenei costituisce il culmine di uno sforzo continuativo per eliminare i vertici dell'asse del terrore iraniano» sui diversi fronti bellici dopo l'attacco del 7 ottobre 2023. Lo comunica il portavoce dell'Idf in una nota, elencando i nemici chiave uccisi in questi due anni da Israele: Hassan Nasrallah, capo di Hezbollah, Yahya Sinwar e Mohammed Deif, capi politico e militare di Hamas, Muhammad al-Ghamari, capo di stato maggiore degli Houthi.

Con l'uccisione di Khamenei, «l'Idf ha eliminato i vertici dell'asse terroristico iraniano in diverse regioni. Per decenni, questi alti funzionari hanno operato per distruggere lo stato di Israele e hanno favorito il brutale massacro del 7 ottobre, così come decine di altri attacchi terroristici. La loro eliminazione indebolisce significativamente l'asse terroristico iraniano e rende il Medio Oriente un luogo più sicuro per lo stato di Israele e il mondo intero».

6 ore fa
L'Oman chiede un cessate il fuoco tra USA, Israele e Iran

Il ministro degli esteri omanita Badr al-Busaidi, che ha svolto un ruolo di mediazione nei colloqui delle ultime settimane tra gli Stati Uniti e l'Iran, ha chiesto un cessate il fuoco durante un colloquio con il suo omologo iraniano, Abbas Araghchi, mentre l'Iran proseguiva i suoi attacchi di ritorsione in risposta ai raid americano-israeliani.

Al-Busaidi «ha ribadito il costante appello del Sultanato dell'Oman a un cessate il fuoco e a un ritorno al dialogo (...) in modo da rispondere alle legittime rivendicazioni di tutte le parti», ha indicato il suo ministero in un resoconto dell'incontro con Araghchi.

Domenica in Oman, unico stato del Golfo risparmiato durante la prima giornata di risposte militari dell'Iran agli attacchi di Israele e Usa, un raid con droni ha provocato un ferito in un porto, mentre una petroliera è stata presa di mira al largo delle sue coste.

Durante il colloquio con Busaidi, il ministro degli esteri iraniano ha affermato che Teheran «invoca la pace» e ha espresso «l'apertura della parte iraniana a ogni serio sforzo che possa contribuire a porre fine all'escalation».

6 ore fa
È giallo su morte di Ahmadinejad, l'agenzia Ilna cambia la notizia: «Mahmoud Ahamdinejad è un martire?»

C'è incertezza sulla sorte dell'ex presidente iraniano Mahmoud Ahamdinejad, dato per morto nel primo attacco israeliano di ieri in Iran.

La notizia è stata data inizialmente dall'agenzia di stampa semi-ufficiale Ilna, che citava «fonti informate», e rilanciata dai media iraniani, israeliani e internazionali. Successivamente però, scrive il Guardian, la stessa Ilna ha cambiato la notizia con una successiva dal titolo «Mahmoud Ahamdinejad è un martire?», mettendo così in dubbio la precedente e citando una fonte anonima che negava la morte dell'ex presidente «senza fornire ulteriori informazioni».

Secondo la prima informazione della Ilna, l'ex presidente sarebbe stato ucciso in attacchi alla sua abitazione nel distretto di Narmak a Teheran.

6 ore fa
Trump: La nuova leadership iraniana vuole parlare e «ho accettato di farlo»

La nuova leadership iraniana vuole parlare e «ho accettato di farlo, quindi parlerò con loro. Avrebbero dovuto farlo prima, era pratico e facile da fare. Hanno aspettato troppo a lungo». Lo ha detto il presidente americano Donald Trump alla testata americana The Atlantic.

6 ore fa
Netanyahu: «Gli attacchi si intensificheranno nei prossimi giorni»

«Le nostre forze colpiscono nel cuore di Teheran con sempre maggiore forza, e gli attacchi si intensificheranno ulteriormente nei prossimi giorni». Lo ha affermato il premier israeliano Benjamin Netanyahu in un messaggio diffuso sul suo canale x, in cui parla dal tetto della Kirià, il ministero della difesa a Tel Aviv.

«Ho appena terminato un incontro con il ministro della difesa, il capo di stato maggiore e il direttore del Mossad. Ho dato istruzioni per il proseguimento della campagna», ha aggiunto.

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