

«I tentativi di utilizzare una retorica di pace mentre si forniscono armi ai nazisti ucraini minano inevitabilmente la fiducia reciproca, soprattutto alla luce delle ripetute rassicurazioni dei funzionari turchi sul fatto che la Turchia eviterà di fornire aiuti letali a Kiev». Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, citata dalla Tass, nel chiedere chiarimenti a Stati Uniti e Turchia in merito alle notizie sui piani di fornitura di armi all'Ucraina.
«Il ministero degli Esteri russo ha richiesto chiarimenti a Washington e Ankara in merito alle informazioni diffuse dal Congresso degli Stati Uniti», ha dichiarato la portavoce.
«Non è ancora troppo tardi per valutare con lucidità la situazione», ha aggiunto, sottolineando che «fornire ulteriori armamenti alla giunta di Zelensky non potrà avere alcun impatto significativo sul corso dell'operazione militare speciale, che si sta svolgendo secondo lo scenario auspicato dalla Russia», ma arrecherà «un grave danno alle nostre relazioni bilaterali con Washington e Ankara».
Intanto, il presidente Usa Donald Trump in un post su Truth, a descrizione di una foto scattata accanto al leader nordcoreano al villaggio della tregua di Panmunjom, scrive: «Nonostante l'espressione poco amichevole in questa particolare foto, ce ne sono molte in cui sorridiamo: io e Kim Jong-un andiamo d'accordissimo!».
Il 30 giugno del 2019, il presidente americano, durante il suo primo mandato, incontrò Kim, nell'ambito degli sforzi per riavviare il negoziato per chiudere le ambizioni nucleari di Pyongyang. Nel corso di questo storico incontro, Trump è diventato il primo presidente americano in carica ad attraversare la linea di demarcazione militare e a mettere piede sul suolo nordcoreano.
A dispetto dei vari incontri avuti tra il 2018 e il 2019, a partire dai summit dei due leader a Singapore e Vietnam, i negoziati tra Usa e Corea del Nord finirono in un nulla di fatto. Tornato alla Casa Bianca nel 2025, il tycoon non ha avuto più l'occasione di incontrare Kim e, pur dicendo di vantare un'ottima relazione personale con lui, il dialogo tra Washington e Pyonyang non è ancora ripartito.
Dal canto loro, gli Stati Uniti starebbero intensificando la pressione sul governo lituano perché il Paese baltico lasci la Corte penale internazionale (Cpi) nell'ambito di una campagna volta a ottenere il ritiro dalla Cpi di tutti gli Stati sul cui territorio sono di stanza truppe americane. Lo comunica il portale della televisione di Stato lituana, Lrt, citando fonti riservate.
Secondo le fonti citate, gli Stati Uniti non avrebbero tuttavia minacciato di ritirare le proprie truppe qualora Vilnius non accettasse.
Negli ultimi anni, la Lituania ha ripetutamente sostenuto l'operato della Cpi con particolare riguardo alla necessità di vedere riconosciuti e puniti a livello internazionale i crimini di guerra commessi dalla Russia in Ucraina.
Le forze di Kiev la notte scorsa hanno colpito un Centro Spaziale e Missilistico nella regione russa di Samara, una struttura chiave dell'agenzia spaziale Roscosmos. A dare l'annuncio il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un post su X.
Lo stabilimento colpito, a circa 900 chilometri dal confine, è il Progress Rocket and Space Centre, uno dei pilastri dell'industria aerospaziale russa gestito da Roscosmos.
L'impianto produce i vettori della famiglia Soyuz-2 utilizzati da Mosca per lanciare in orbita satelliti militari, da ricognizione e per le telecomunicazioni.
Secondo gli 007 di Kiev, i razzi fabbricati in questa struttura servono anche a dispiegare la costellazione satellitare Rassvet, il sistema che la Russia sta sviluppando come alternativa alla rete commerciale Starlink.
Le forze russe hanno lanciato più di 20 attacchi contro tre distretti della regione di Dnipropetrovsk durante la notte, uccidendo un bambino di tre mesi e ferendo 11 persone. Lo ha riferito Oleksandr Hanzha, capo dell'Amministrazione militare regionale di Dnipropetrovsk, tramite Telegram, scrive Ukrinform. «Un bambino è stato ucciso. Undici persone sono rimaste ferite, tra cui due bambini. Il nemico ha attaccato tre distretti della regione più di 20 volte utilizzando droni, artiglieria e un bombardamento aereo», ha dichiarato Hanzha. Ha specificato che un bambino di tre mesi è stato ucciso a Marhanets, nel distretto di Nikopol, durante un attacco russo avvenuto durante la notte. Undici persone sono rimaste ferite. Un bambino di cinque anni, una bambina di dodici anni, un uomo di 39 anni e donne di 33, 62, 41 e 40 anni sono stati ricoverati in ospedale in gravi condizioni. Quattro persone riceveranno cure ambulatoriali. In città sono stati danneggiati edifici residenziali, un negozio, un cinema e diverse automobili.

