
Scoperta una nuova classe di oggetti cosmici. Gli astronomi australiani e americani che le descrivono nella rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society le hanno chiamate super nebulose planetarie. Le nebulose planetarie osservate finora sono molto diverse da questi giganti cosmici. Sono infatti gusci di gas e polveri espulsi da stelle morenti più piccole del Sole. Le super nebulose planetarie si trovano invece attorno a stelle "progenitrici" fino a otto volte più grandi del Sole: attorno a queste grandi stelle ruota una massa di materia più che doppia rispetto alla massa del Sole. Da tempo i ricercatori avevano ipotizzato l'esistenza di nebulose gigantesche, ma finora nessuno le aveva viste. Il gruppo coordinato da Miroslav Filipovic, dell'università australiana Western Sydney, le ha scoperte osservando le due galassie compagne della Via Lattea, le Nubi di Magellano. Con i radiotelescopi della CSIRO (Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation) gli astronomi hanno osservato 15 oggetti con forti emissioni radio la cui posizione corrispondeva a quella di altrettante nebulose planetarie osservate con i telescopi ottici. Le super nebulose sono infatti delle radio-sorgenti estremamente potenti. Gli stessi ricercatori ne sono rimasti stupiti così tanto che per tre anni hanno controllato e ricontrollato l'esattezza dei loro dati, prima di affermare di avere scoperto dei nuovi oggetti cosmici. Alcune delle 15 super nebulose planetarie sono tre volte più luminose delle galassie più brillanti della Via Lattea. Per osservarle in dettaglio, però, saranno necessari radiotelescopi più potenti di quelli attuali. Ciò potrebbe essere possibile nel 2013, quando nel deserto australiano, grazie al contributo di 19 Paesi, dovrebbe essere completato lo Square Kilometre Array, un sistema di antenne che, appunto, ha un'estensione di un chilometro quadrato. ATS
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