
Amici, curiosi, appassionati d'arte, potenziali acquirenti, tutti arrivati oggi al Grand Palais di Parigi per visitare - prima della sua dispersione tra lunedì e mercoledi nell'asta organizzata da Christie's - l'incredibile collezione di opere d'arte, mobili Art Decò, oreficeria, bronzi, dello stilista Yves Saint Laurent, morto in giugno, e del suo compagno di vita e d'affari Pierre Bergé, 79 anni. Migliaia di persone hanno atteso in una lunga fila per ore fuori dal museo che per la prima volta ha accettato di ospitare un'asta, visto il valore artistico eccezionale dei 733 pezzi in vendita, tra i quali alcuni Picasso, Matisse, Brancusi, il tutto per un valore stimato attorno ai 200-300 milioni euro. Solo qualche mese fa - prima della crisi finanziaria internazionale - questa stima saliva a 500 milioni di euro. La casa d'aste, contattata da potenziali acquirenti del mondo intero, ha affermato di aver abbassato il prezzo di alcune opere la cui vendita era stata decisa prima della crisi. "Dopo la morte di Yves Saint Laurent ho pensato che questa collezione non aveva assolutamente più ragione di esistere - ha spiegato Bergé -. A partire dal momento in cui lui non c'era più tutto questo non aveva più senso". I pezzi della collezione sono stati raccolti durante 50 anni di vita in comune e decoravano i rispettivi appartamenti della coppia, quello in rue Bonaparte e quello in rue de Babylone, due zone agiate della capitale, sulla rive gauche. Il ricavato della vendita andrà tutto a favore della ricerca medica, in particolare quella contro l'Aids e alla Fondazione Bergé-Saint Laurent. Un quadro di Goya è stato invece donato da Bergé al Museo del Louvre e un arazzo di Sir Edward Coley Burne-Jones raffigurante l'adorazione dei Magi (valutato tra i 400-600'000 euro) al Museo d'Orsay. Tra i pezzi in vendita ci sono un Picasso del 1914, "Instruments de musique sur un guéridon", stimato attorno ai 25-30 milioni di euro, diversi Matisse, come "Le coucous, tapis bleu et rose", valutato tra i 12 e i 18 milioni di euro. Ci sono dipinti di Edgard Dégas, Fernand Léger, Paul Cézanne, Georges Braque, Piet Mondrian, una scultura in legno di Constantin Brancusi stimata oltre 15 milioni di euro. Stamani c'è anche stato un piccolo incidente: una statuetta alta 20 centimetri del XVIII secolo in legno e avorio che rappresenta Giove è caduta e si è staccato un braccio. Stimata tra i 50 e gli 80'000 euro, la direzione di Christie's ha assicurato verrà riparata da uno specialista. L'asta del secolo - come è stata chiamata dalla stampa internazionale - ha provocato anche una polemica tra autorità cinesi che hanno reclamato due sculture in bronzo del XVIII secolo, l'una raffigurante la testa di un topo e l'altra la testa di un coniglio (valutate tra gli 8 e i 10 milioni di euro ciascuna) che erano state rubate durante le guerre dell'oppio, 150 anni fa, dal Palazzo d'Estate dell'imperatore a Pechino. "Restituirò i bronzi solo in cambio dell'applicazione dei diritti umani, la libertà del Tibet e l'accettazione del Dalai Lama sul loro territorio", ha risposto in modo provocatorio Bergé alla Cina, considerandosi "nella legalità". Bergé ha voluto "vendere tutto", tranne una scultura che rappresenta un piccolo uccello africano, "il primo oggetto che Yves Saint Laurent ed io abbiamo comperato assieme". L'opera che più gli mancherà? "Non è né la più costosa né la più rara... è un piccolo paesaggio di Degas". ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

