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Assistenza al suicidio: un famigliare su 4 depresso o stressato
Redazione
14 anni fa

Accompagnare verso la morte una persona che ha deciso di far ricorso al suicidio assistito può causare problemi psichici. Uno studio dell'Università di Zurigo ha mostrato che un famigliare su quattro che ha fatto una simile esperienza sviluppa un disturbo post-traumatico da stress (DPTS) o una depressione. Questi disturbi appaiono con maggior frequenza in relazione ai suicidi assistiti rispetto ai casi di morte naturale, afferma la psicologa Birgit Wagner, responsabile dello studio pubblicato sull'ultimo numero della rivista scientifica "European Psychiatry" e al quale il "Tages Anzeiger" ha dedicato oggi un lungo articolo. Lo studio ha preso in esame 85 parenti prossimi e amici di persone che negli ultimi due anni hanno fatto ricorso ai servizi dell'organizzazione di accompagnamento alla morte Exit. Il 20% dei famigliari o degli amici hanno sviluppato in seguito a questa esperienza un disturbo post-traumatico, il 16% una depressione e un'altro 5% un lutto particolarmente lungo e "complicato". I responsabili dello studio non hanno effettuato un confronto diretto con i famigliari di persone decedute di morte naturale. Hanno però confrontato i loro risultati con quello di un precedente studio che ha preso in esame casi di persone fra i 65 e i 95 anni d'età che hanno visto morire per cause naturali persone a loro vicine. Da questo confronto risulta che, nel caso delle morti naturali, soltanto il 5% dei famigliari sviluppano un disturbo post-traumatico e soltanto lo 0,7% una depressione. ATS

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