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Estero
Assange: per madre polizia Gb in ambasciata "atto di guerra"
Redazione
14 anni fa

Sarebbe "un atto di guerra", in violazione dei diritti umani oltre che del diritto internazionale, se la polizia britannica entrasse nell'ambasciata ecuadoregna a Londra per arrestare Julian Assange, che vi si è rifugiato da due mesi e chiede a Quito asilo politico. Lo ha detto la madre del fondatore di Wikileaks, Christine Assange, all'agenzia di stampa australiana Aap, accusando le autorità britanniche di asservimento agli Usa. È una minaccia a un paese sovrano, per intimidire l'Ecuador perché non conceda l'asilo, ha detto la signora. "È come una dichiarazione di guerra. Gli Usa sono degenerati in uno stato canaglia. Ciò che vogliono gli Usa ottengono dai loro alleati, non importa se sia legale o etico, o sia in violazione dei diritti umani o legali. Sono tutti dei lacchè", ha aggiunto. Christine Assange ha fatto appello alla ministra della Giustizia Roxon perché protesti formalmente con Washington, ma sa già che non lo farà, perché anche lei è "una smorfiosa sicofante degli Usa". "Il suo compito sarebbe di rappresentare l'Australia come stato sovrano, non di fare gli interessi degli Usa come se fossimo il 51mo stato". Assange vuole evitare l'estradizione in Svezia, dove è ricercato per essere interrogato su accuse di aggressione sessuale, perché teme di essere poi estradato in Usa, dove sarebbe processato per spionaggio e terrorismo per la pubblicazione di centinaia di migliaia di documenti militari e diplomatici. A Quito, si attende fra breve la decisione del governo socialista di Rafael Correa sull'eventuale via libera all'asilo, che viene dato ampiamente per scontato. ATS

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