Italia
Assalto alla redazione della Stampa, danneggiata la sede di Torino
Un centinaio di manifestanti è entrato nella sede durante lo sciopero dei giornalisti, imbrattando le pareti di vernice e lanciando letame contro i cancelli.

Un centinaio di manifestanti ha fatto irruzione nella redazione di Torino del quotidiano La Stampa, in via Lugaro. È accaduto nel primo pomeriggio di ieri, quando la sede era vuota, dal momento che i giornalisti avevano aderito alla giornata di sciopero, indetta dal sindacato di categoria per il rinnovo del contratto di lavoro. L'entrata dei manifestanti Pro Pal è avvenuta quando dal corteo in corso per lo sciopero generale si è staccata una parte, una frangia più violenta, che ha scandito slogan come “Free Palestine” e “Giornalisti complici dell’arresto in Cpr di Mohamed Shahin”, l’imam per il quale nei giorni scorsi era stata disposta l’espulsione. All'interno della sede del quotidiano sono state fatte scritte con vernice spray e del letame è stato lanciato contro i cancelli. Pile di giornali e di libri sono state buttate giù dalle scrivanie da manifestanti in parte a volto coperto, tra slogan quali "Giornalista terrorista, sei il primo della lista" e "Giornalista ti uccido".

Il quotidiano condanna il grave attacco

Il Comitato di Redazione del quotidiano ha condannato con forza l’irruzione nella sede, parlando di "attacco gravissimo all'informazione" e "ancora più vile" perché accaduto nel giorno dello sciopero nazionale dei giornalisti. "Senza che le forze dell’ordine lo impedissero, i manifestanti in parte a volto scoperto e in parte con passamontagna hanno forzato due porte della sede, e al grido di «Giornalista terrorista, sei il primo della lista» hanno invaso la redazione, imbrattato i muri con scritte e buttato all’aria libri e carte preziose che usiamo quotidianamente per il nostro lavoro", denuncia il comitato. "Un violento attacco al nostro giornale e all’informazione tutta", scrive il comitato, che non intende lasciarsi intimidire. "Non abbiamo paura. Siamo giornalisti. E continueremo a fare il nostro lavoro senza farci intimidire".