
Finalmente qualcosa si muove, nelle indagini sull'assalto a due portavalori avvenuto il 7 aprile scorso sull'autostrada A9 Milano-Chiasso. A oltre nove mesi da quella rapina in grande stile, con tanto di chiodi sulla strada, incendi e raffiche di mitra, durante lo scorso weekend sono finite in manette due persone, una a Milano l'altra a Bari. Almeno una di esse pare abbia agito come esecutore materiale del colpo.
Gli arresti sono stati eseguiti in seguito a un'ordinanza di custodia cautelale chiesta dal sostituto procuratore di Como Antonio Nalesso. Alla rapina ai portavalori diretti in Svizzera, che fruttò un bottino stimato in circa 10 milioni di euro, parteciparono almeno dieci uomini, che misero in atto un'azione sincronica ed articolata, segno di grande esperienza e freddezza. I rapinatori fecero poi rapidamente perdere le proprie tracce.
A dare una direzione precisa alle indagini era stato un biglietto trovato dagli inquirenti in un capannone nel quale erano stati nascosti i mezzi rubati in attesa di compiere la rapina. Su quel biglietto figurava infatti un numero di telefono, che è stato usato dagli inquirenti come punto di partenza per le indagini, concentratesi su bande armate provenienti dalla Puglia. E sabato, come detto, i primi arresti.
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