
Non ci vuole certo la polizia scientifica per capire come l’assalto di ieri ai due portavalori sull’autostrada A9, all’altezza di Turate, sia stata un’operazione pianificata da mesi. Basta guardarsi attorno sulla scena del crimine. Il guard-rail è stato segato per permettere una via di fuga, i chiodi disseminati sul campo stradale sono stati creati ad arte. Stando agli inquirenti ci sarebbero voluti almeno sei mesi di preparazione. Fatto sta che il colpo è andato a buon fine. Sul valore totale della refurtiva rimangono dei dubbi. Alcune fonti parlano di 5 milioni di euro, altre arrivano a 15. Un’organizzazione perfetta, di stampo militare. Infatti non si esclude la presenza di ex-militi degli eserciti balcanici. Questa ipotesi è avvalorata dal fatto che in Lombardia i più attivi in questo genere di operazioni sono albanesi ma anche pugliesi. I furgoni che trasportavano l’oro provenivano da Vicenza, centro noto in tutta Europa per l’oreficeria. Con molta probabilità, ma le notizie non lo confermano, erano diretti in Ticino. Alle nostre latitudini sono infatti attive alcune tra le maggiori aziende attive nella lavorazione dell’oro. Ora che fine ha fatto il metallo prezioso? Secondo la stampa di oltre confine sarebbe diretto verso Est. Infatti Mosca è considerata la piazza più redditizia peri metalli preziosi. Prima di fare una rapina del genere, bisogna assicurarsi di avere chi compera la refurtiva. Le indagini naturalmente proseguono e sarà arduo rintracciare gli autori di quella che, a tutti gli effetti, può essere considerata “la rapina perfetta”. Nel video del Corriere di Como si possono udire gli spari. Guarda il video.
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