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Estero
Assad prosegue nella repressione
Redazione
15 anni fa

A tre mesi esatti dalle prime timide manifestazioni popolari in Siria, inscenate nel nome di "riforme politiche" ma trasformatesi, dopo le prime stragi di dimostranti, in cortei per "la caduta del regime", la repressione militare di Damasco continua a concentrarsi nel nord-ovest al confine con la Turchia, proprio quando il presidente siriano Bashar al Assad ha inviato oggi ad Ankara due suoi alti emissari e il regime ha lanciato una nuova offensiva mediatica. Intanto da Damasco, l'ex ministro della Difesa, il generale Hasan Turkmani, e il ministro degli esteri Walid Muallim, entrambi sunniti, sono stati inviati ad Ankara a incontrare le autorità turche per cercare di placare la rabbia del premier Tayyip Erdogan, amico e partner politico di Assad che nei giorni scorsi era tornato a stigmatizzare con forza l'uso della forza da parte di Damasco contro i civili. Sempre nella capitale siriana, secondo la tv di Stato "centinaia di migliaia" di persone hanno sfilato in sostegno al raìs, srotolando una bandiera siriana lunga oltre due km e scandendo slogan "contro le interferenze straniere" e per "l'unità del Paese". Forti dello stesso slogan, "contro ogni deriva confessionale, uniti per una Siria libera", i dissidenti e gli oppositori hanno intitolato il prossimo venerdì di protesta a Saleh Ali, nazionalista siriano, alawita, che combattè contro il colonialismo francese negli anni Venti. ATS

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