
Il ministro tedesco dell'interno Hans-Peter Friedrich chiede regole più severe per i richiedenti l'asilo provenienti da Serbia e Macedonia, da mesi in forte aumento in Germania. In un'intervista, cita come esempio le procedure veloci in vigore da agosto in Svizzera. Una procedura in 48 ore come avviene in Svizzera non sarà possibile, "ma l'obiettivo è di ridurre i tempi il più possibile", ha detto il ministro al giornale "Die Welt". La Germania, assieme a Belgio, Lussemburgo, Francia, Austria e Olanda, ha chiesto alla Commissione europea di trovare al più presto possibile un accordo per l'adozione entro la fine dell'anno del meccanismo di salvaguardia in modo da frenare il flusso di "domande di asilo infondate" da parte di cittadini di Serbia, Albania, Bosnia Erzegovina, Montenegro ed ex Repubblica jugoslava di Macedonia. La clausola di salvaguardia consentirebbe infatti la reintroduzione dei visti per i cittadini di paesi terzi in condizioni eccezionali. Oggi la questione sarà discussa al Consiglio affari interni dell'Ue a cui assisterà anche la consigliera federale Simonetta Sommaruga. La Commissione europea è "estremamente preoccupata" per il trend che ha assunto il fenomeno, ha detto la commissaria agli affari interni, Cecilia Malmstrom. In Svizzera fra gennaio ed agosto le domande di asilo provenienti dai cinque paesi balcanici sono state 3000, in Germania 4500, in Svezia 4200 e nel Lussemburgo 1059. ATS
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