
Un ChatGpt del DNA capace di analizzare e riscrivere intere sequenze di codice genetico, identificare mutazioni all'origine di malattie nei geni umani e progettare nuovi genomi. È il modello di Intelligenza Artificiale Evo 2 addestrato sul DNA di 128.000 specie e sviluppato da Arc Institute e di Nvidia, con le università californiane di Stanford, Berkeley e San Francisco. Dopo essere stato rilasciato nel febbraio 2025 è ora stato pubblicato anche sulla rivista Nature.
Il più grande modello
Basato sul suo predecessore Evo 1, che era stato addestrato interamente su genomi di organismi unicellulari, Evo 2 è il più grande modello di IA in biologia mai realizzato fino ad oggi, addestrato su oltre 9 mila miliardi di nucleotidi, le singole lettere che compongono le sequenze di DNA.
«Il nostro sviluppo di Evo 1 ed Evo 2 rappresenta un momento chiave nel campo emergente della biologia generativa perché ha permesso alle macchine di leggere, scrivere e pensare nel linguaggio dei nucleotidi», ha detto Patrick Hsu, co-fondatore dell'Arc Institute.
Editing genetico
Uno strumento potentissimo che si inserisce in un percorso che ha preso il via dalle scoperte sull'editing genetico, la tecnica sviluppata Emmanuelle Charpentier e Jennifer Doudna di modifica di singole sezioni del DNA per la quale hanno vinto nel 2020 il premio Nobel per la chimica, e proseguito subito dopo da AlphaFold, l'IA di Google capace di prevedere la struttura tridimensionale delle proteine e crearne di nuove, non presenti in natura.
Evo 2 estende ulteriormente questa capacità di analisi e trova applicazioni in moltissimi settori nuovi, dallo scrivere sequenze genetiche corrette ma completamente nuove, al dare un senso a frammenti di DNA di cui è difficile capire la funzione oppure ancora ricostruire la genesi di malattie ereditarie.
Porre dei limiti
Un esempio delle sue potenzialità era stato mostrato a settembre 2025 quando il gruppo di ricerca guidato da Brian Hie dell'università di Stanford aveva usato Evo 2 per realizzare per la prima volta in laboratorio un intero virus. Potenzialità quasi illimitate e che proprio per questioni etiche ha reso necessario porre dei limiti, precludendo a Evo 2 la possibilità di poter modificare o progettare organismi potenzialmente pericolosi.

