
La giustizia americana non sta sottoponendo Roman Polanski al alcuna angheria, sta solo facendo il suo lavoro. Lo ha affermato il il procuratore di Los Angeles Steve Cooley, respingendo le accuse lanciate dagli avvocati del cineasta arrestato sabato a Zurigo per il caso di abusi sessuali su una tredicenne avvenuti in California nel 1977. "Non sto perseguitando nessuno: si tratta di un processo giudiziario che sta per trovare la sua conclusione", ha spiegato Cooley in un'intervista alla televisione locale KCAL9. "Polanski si era detto colpevole per un reato, significa che lo considera tale", ha aggiunto. Cooley si è rifiutato di parlare dei dettagli della procedura di estradizione in corso. "Stimo facendo il nostro lavoro. Sappiamo come estradare le persone e vogliamo procedere secondo le regole del trattato in materia in vigore fra Svizzera e Stati Uniti", ha osservato. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

