
Il presunto autore dell'attacco alla metropolitana di New York è stato arrestato mentre camminava in strada come se nulla fosse. Due agenti lo hanno visto e lo hanno arrestato, riferisce la Cnn. L’uomo, fermato nell'East Village, fra St. Marks e la First Avenue, non ha opposto alcuna resistenza. Frank James rischia di trascorrere il resto della sua vita in carcere. Su di lui una delle accuse che pesano è quella di reato terroristico federale. Lo afferma la polizia di New York.
Le indagini
Le indagini della polizia di New York erano concentrate, lo ricordiamo, su un uomo di 62 anni, possibile autore della sparatoria avvenuta ieri nella metropolitana a Brooklyn, nella quale sono rimaste ferite diverse persone (10 da colpi di arma da fuoco, altre 13 hanno subito lesioni legate all’inalazione di fumo, a cadute o attacchi di panico). Secondo quanto riferisce il New York Times, l’uomo aveva noleggiato un furgone a Filadelfia. La chiave del mezzo è stata ritrovata tra gli oggetti che la polizia crede appartengano all’uomo armato sulla metro. Tra gli oggetti ritrovati una pistola, tre caricatori, un’accetta, fuochi d’artificio e un liquido che potrebbe essere benzina.
I vicini di James, “burbero ma non una minaccia”
Un “burbero” che vive in un appartamento “disordinato e sporco” ma “non considerato una minaccia”. A descrivere Frank James, il sospetto della sparatoria di Brooklyn, sono con il New York Times i suoi vicini di casa a Milwaukee. Intanto spuntano altri video postati online da James. In uno fa riferimento a Filadelfia, città dove apparentemente aveva affittato una casa: la descrive come una “zona pericolosa” in grado di far scattare “molti pensieri negativi”. “Soffro di stress post-traumatico - aggiunge - a causa di tutte le cose che ho passato nella mia vita”.
Il camioncino abbandonato e quei video su youtube
Il camioncino è stato trovato abbandonato in una strada nel tardo pomeriggio di martedì, a circa cinque isolati dalla stazione di Kings Highway, dove pare che l’uomo armato sia salito sulla metro, e a cinque miglia dalla stazione della 36th Street, dove è avvenuta la sparatoria. Il 62enne ha inoltre pubblicato una serie di video su Youtube, nei quali si lamentava della città, del sindaco Eric Adams, dei senzatetto e della violenza.
Cosa è successo
Stando a quanto si è potuto ricostruire sinora, il panico è scattato intorno alle 8.24 del mattino quando un uomo ha aperto il fuoco su una carrozza della metropolitana a Brooklyn. L’attentatore era in uno dei vagoni della metro quando dal suo zaino ha tirato fuori e lanciato una granata fumogena di quelle facilmente reperibili online. Poi ha indossato una maschera antigas e ha aperto il fuoco, sparando 33 volte, prima di fuggire.
Niente ordigni esplosivi
Inizialmente si temeva che ci fossero anche ordigni esplosivi ma il timore si è poi rivelato infondato. “Non ci sono dispositivi attivi nella metropolitana”, ha assicurato la polizia cercando di placare il panico dei newyorchesi, che nella metro hanno il loro principale mezzo di trasporto, una delle più grandi d’America e una delle più affollate del mondo, con milioni di passeggeri che vi transitano quotidianamente. Nei primi minuti, evidentemente tutti hanno pensato ad un possibile attacco terroristico, e la mente è immediatamente tornata a quel settembre di 20 anni fa. Ma col passare delle ore la polizia ha escluso questa pista.
Nel mirino il sindaco newyorchese
La notizia però non spazza via la rabbia e la frustrazione di cittadini e pendolari della Grande Mela. E lo shock per quanto accaduto lascia spazio all’indignazione. In molti si chiedono com’è possibile che ci sia voluto così tanto tempo per catturare un uomo così pericoloso in una città super sorvegliata come New York. E ci si chiede, tra le tante cose, come sia possibile che il giorno della mancata strage le telecamere di sorveglianza della stazione della metro di Sunset Park, a Brooklyn, non fossero in funzione. Nel mirino dell’opinione pubblica finisce così il sindaco Eric Adams, ex poliziotto, che ha vinto le elezioni proprio promettendo una New York più sicura, a partire dalla rete della metropolitana, spina dorsale del trasporto pubblico nella metropoli. Costretto all’isolamento a causa del Covid, Adams in queste ore ribadisce il suo fermo impegno contro l’ondata di violenze nella città e ipotizza l’introduzione di sistemi simili ai metal detector per controllare gli ingressi nelle stazioni della metropolitana, per far sì che nessuno vi possa entrare armato. Un’ipotesi che non sembra però soddisfare sufficientemente il crescente bisogno di sicurezza, con la storica subway teatro dall’inizio dell’anno di decine di incidenti di criminalità. Il sindaco ha quindi assicurato una maggiore presenza della polizia e ha confermato di voler contrastare il fenomeno dei senzatetto che usano i vagoni della metropolitana come rifugio. Iniziative che non hanno finora portato i frutti sperati e che hanno causato una pioggia di polemiche contro un’amministrazione ritenuta incapace di affrontare il problema.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

