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Estero
Arrestato Graziano Mesina, tra i latitanti più pericolosi d’Italia
Federico Marino
5 anni fa

L’arresto
I media italiani riportano l’arresto di “Grazianeddu”, il più famoso esponente del banditismo sardo. L’uomo era latitante da 17 mesi, rifugiato in una piccola abitazione del paese di Desulo, nella Barbagia del Sud. I ROS si sono presentati alla porta del suo rifugio, e poco dopo l’uomo si è trovato detenuto nel carcere di massima sicurezza di Badu ‘e Carros. La coppia sposata che lo ospitava si è rifiutata di rispondere: sono stati arrestati con l’accusa di favoreggiamento.

Una “carriera” criminale longeva
Mesina figurava al sesto posto della lista dei 10 ricercati più pericolosi d’Italia diramata dal Ministero degli interni. L’uomo era già stato condannato per un ergastolo, con sentenze cumulate fino a toccare un centinaio di anni. Le otto evasioni di cui si era reso protagonista avevano contribuito ad alimentare la sua fama di “bandito d’altri tempi, rude ma generoso”, come la definisce sempre il Corriere della Sera. Era stato condannato ad altri 30 anni di carcere per il suo ruolo nel traffico di droga dell’isola. L’uomo ha trascorso, in totale, circa quattro decenni dietro le sbarre nel corso della sua vita.
Nel 1992 aveva mediato per la liberazione del piccolo Farouk Kassam, rapito dall’anonima sarda. Nel 2004 fu graziato dal presidente Ciampi per poi essere di nuovo condannato per traffico di droga.


La malavita sarda
L’arresto di Mesina segna definitivamente la fine dell’ “epoca” dei rapimenti in Sardegna. La malavita ha abbandonato i reati “tradizionali” del mondo agropastorale con il traffico di droga, la cui richiesta è alimentata dai grandi flussi turistici verso l’isola.

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