
Il parlamento armeno oggi non ha eletto alla carica di primo ministro l'oppositore Nikol Pashinian, solo candidato in lizza. I deputati partito al potere, quello repubblicano, hanno votato contro di lui. Si aggrava così la crisi che agita l'Armenia da due settimane. Sui 100 deputati che hanno votato, 55 si sono espressi contro e 45 a favore del leader della contestazione antigovernativa. Pashinian aveva bisogno di 53 voti per essere eletto, ma il Partito Repubblicano dispone della maggioranza in Parlamento. Egli ha anche subito la defezione di due deputati dei tre gruppi che lo sostengono e potevano permettergli di raccogliere almeno 47 voti. Prima del voto, Pashinian, ex giornalista di 42 anni, ha invitato le decine di migliaia di suoi sostenitori che si sono riuniti in Piazza della Repubblica, nel centro della capitale Ierevan, di non abbandonarla: "Chiedo a tutti a scendere in strada perché ancora una volta vogliono rubare la vittoria del popolo". In seguito ha lanciato un appello alla disobbedienza civile e ha chiesto il "blocco totale" di strade, ferrovie e aeroporti in tutto il Paese a partire da domani dalle 8.15 (le 6.15 in Svizzera). Nikol Pashinian fin dai primi giorni è stato a capo dei movimenti antigovernativi. Dall'annuncio della sua candidatura quale premier ha moltiplicato le dimostrazioni di forza, riunendo domenica e ieri sera i suoi sostenitori in una gremitissima Piazza della Repubblica. Già nel 2008, quando dieci manifestanti furono uccisi dalla polizia, Pashinian era tra gli organizzatori della contestazione. Dopo diversi mesi passati in clandestinità si è arreso ed è stato incarcerato. È stato liberato nel 2011 in occasione di una amnistia. Il Partito Repubblicano e Serge Sarkissian, presidente dell'Armenia dal 2008 al 2018, sono criticati per non avere diminuito la povertà e la corruzione e aver lasciato agli oligarchi il controllo del Paese, che conta 2,9 milioni di abitanti. La Russia, dopo aver ribadito per giorni che si tratta di un affare interno, sembra ora voler fare da mediatrice: il presidente Vladimir Putin ha telefonato al primo ministro ad interim Karen Karapetian e ci sono stati diversi contatti fra autorità russe, rappresentati del potere armeno e Nikol Pashinian.
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