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Estero
Argentina: vescovi, parli chi sa su bimbi desaparecidos
Redazione
12 anni fa

Un appello pubblico forte e chiaro, sulla scia di quanto detto dal Papa sui desaparecidos: in uno spot tv girato insieme alle nonna delle 'Plaza de Mayò, i vescovi argentini chiedono a chi ha informazioni sui "bambini rubati" durante l'ultima dittatura di palare e raccontare tutto "alle autorità". Nel breve filmato - intitolato 'La fede muove verso la verità' - a rappresentare la chiesa argentina c'è il presidente della conferenza episcopale, monsignor Jose Maria Arancedo, che appare affiancato dalla vicepresidente delle 'Abuelas' (nonne), Rosa Roisinblit, e dalla presidente dell'organismo, Estela de Carlotto, la quale sarà ricevuta dal Papa il 5 novembre. "A Santa Marta ci saremo tutti, ben diciotto Carlotto", ha commentato all'ANSA Carlotto, precisando che nel gruppo familiare ci sarà anche Guido Ignacio, il nipote nato dalla figlia (Laura) scomparsa in piena dittatura mentre era incinta, e uccisa poco dopo il parto. Estela è riuscita a ritrovare Guido dopo 36 anni ad agosto, vicenda che ha commosso l'Argentina e che rappresenta il 114/o caso di un bambino sottratto dai militari alla madre e poi ritrovato nel corso degli anni. Sono d'altra parte circa 400 i nipoti delle 'Abuelas' dei quali ancora non si sa nulla. Il Papa aveva commentato con "commozione" il ritrovamento. E poco dopo, in una lettera alla Carlotto aveva sottolineato la propria "allegria", ricordando "la lunga strada di sofferenza" delle nonne di Mayo. Nel breve spot, mons. Arancedo chiede "alle persone che hanno informazioni sul luogo in cui sono stati i bambini sequestrati, o siano a conoscenza dei luoghi di sepoltura clandestina, a riconoscere l'obbligo morale che hanno di riferirlo alle autorità competenti". Il testo, che sarà mandato in onda per un mese in alcune reti tv, era in parte già stato letto in un messaggio dell'episcopato nel novembre del 2012. È però la prima volta che a fare un appello pubblico sui figli dei desaparecidos portati via dai militari è il presidente della conferenza episcopale.

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