
Due giovani artisti argentini che avevano in programma a Buenos Aires la presentazione della mostra "Barbie, The Plastic Religion", dove sono tra l'altro esposte una Barbie vestita da Vergine Maria e un Ken-Gesù crocefisso, hanno deciso di sospendere l'inaugurazione dell'evento a causa delle "minacce e aggressioni infondate" ricevute. "È stata rinviata", ha confermato Marcelo Bosco, responsabile di Popa - una galleria d'arte nel quartiere della Boca - dove dovevano essere esposti 33 esemplari non destinati alla vendita e prodotti da Pool Paolini (artista plastico di 29 anni) e Marianela Perelli (scultrice di 33), i quali hanno diffuso un lungo comunicato precisando le ragioni della sospensione della mostra. Della collezione fanno parte tra l'altro le versioni di Barbie-Santa Giovanna D'Arco, della Vergine di Lujan o Maria Maddalena, della Vergine di Lourdes e pure quella di Fatima, con i tre pastorelli al seguito. Del 'caso Barbie' si era già parlato in qualche media argentino e soprattutto nelle reti sociali, in particolare delle bambole create dai due artisti di Rosario che raffigurano le Vergini, molto venerate, di alcune località del paese. A suscitare proteste è stata in particolare la rielaborazione della 'Defunta Correa', figura mitica molto venerata dagli argentini, soprattutto in alcune regioni del paese. "Sono devoto alla 'Defunta', abbiamo fatto il nostro lavoro con molto rispetto", ha commentato Paolini il quale insieme a Perelli lavora ormai da tempo non solo sulle Vergini o altre immagini religiose, ma anche su figure della politica argentina, da Evita alla presidente Cristina Fernandez de Kirchner. Qualche giorno fa i vescovi italiani avevano definito, attraverso il Sir, la loro agenzia, una "provocazione" l'opera dei due artisti argentini.
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