
Una rivolta di detenuti che hanno causato un incendio nel carcere maschile di Santiago del Estero (Argentina settentrionale) si è conclusa oggi con un bilancio di 34 morti e altri dieci feriti, di cui quattro in modo grave. I media argentini hanno mostrato prima le immagini drammatiche delle fiamme che si sono sprigionate in uno dei padiglioni e quindi il via vai di ambulanze che hanno fatto la spola fra il carcere e gli ospedali della zona per trasferire le vittime, molte delle quali decedute per ustioni o asfissia. Secondo quanto hanno denunciato dai familiari dei reclusi, molti dei decessi avrebbero potuto essere evitati se i vigili del fuoco fossero intervenuti prontamente sul posto, e non con un grave ritardo. La polizia della città ha annunciato nel pomeriggio che la rivolta era ufficialmente sotto controllo, anche se le tv "all news" argentine hanno indicato che anche in un altro padiglione del carcere una cinquantina di detenuti hanno appiccato il fuoco alle loro masserizie. Intanto a Formosa, capoluogo della omonima provincia settentrionale argentina, un detenuto è morto ieri nel corso di un'altra protesta contro la presunta paralisi del sistema giudiziario. Gli incidenti a Santiago del Estero sono scoppiati nel pomeriggio di ieri per cause che ad un giorno di distanza non sono state del tutto chiarite, al punto che il governo centrale ha deciso di inviare a Santiago del Estero una delegazione di esperti per collaborare con gli inquirenti. Fonti ufficiali hanno sostenuto al riguardo che un gruppo di detenuti ha cercato di fuggire dal padiglione numero 3 del carcere e che, vedendo fallire il tentativo, ha scatenato una rivolta appiccando il fuoco a materassi e coperte. La circostanza è però stata smentita decisamente dagli interessati in una lettera, di cui dà notizia l'agenzia di stampa Telam, e in cui si ribadisce che la parte più dura della protesta e l'incendio sono cominciati quando le guardie carcerarie hanno voluto reprimere una manifestazione per migliori condizioni di vita nel centro di detenzione che ospita oltre 500 persone. ATS
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