
Dopo il caso Santiago Maldonado, proteste e polemiche si sono scatenate in Argentina in seguito alla morte di Rafael Nahuel. Il giovane di 22 anni di etnia mapuche è stato raggiunto da un colpo di pistola durante uno scontro tra il gruppo di indigeni e le forze di sicurezza verificatosi lo scorso fine settimana vicino a Bariloche, nella provincia del Rio Negro. Lo riportano media locali. In un comunicato riportato da Cadena 3, il ministero della Sicurezza argentino ha dichiarato di essere "dispiaciuto" per l'accaduto, ma che "non si trattava di un gruppo di protesta bensì di violenza armata, inammissibile per la democrazia e lo Stato di diritto". In seguito agli scontri, oltre alla morte di Nahuel, due persone sono rimaste ferite e due sono state arrestate. Il ministero ha aggiunto che "confida nelle indagini per dimostrare" che sono state rispettate "tutte le misure operative e i protocolli utilizzati per gli scontri armati". Secondo quanto riporta DeBariloche, che cita fonti governative, la morte del giovane mapuche sarebbe dovuta a un proiettile 9 millimetri, utilizzato dalle forze di sicurezza. Organizzazioni per i diritti umani e gruppi di sinistra hanno manifestato domenica a Plaza de Majo, a Buenos Aires, per protestare contro "l'omicidio" di Nahuel, del quale danno la responsabilità al ministero della Sicurezza argentino.
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