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Estero
Argentina: protesta polizia, governo alza la voce
Redazione
13 anni fa

Le autorità argentine hanno alzato oggi la voce contro la protesta lanciata dalle polizie locali in diverse province del paese, denunciando l'"estorsione" e "i piani sediziosi" degli agenti in stato di agitazione, che hanno favorito il susseguirsi di violenze e saccheggi, con un bilancio di almeno quattro morti dalla scorsa settimana. Tutto è cominciato martedì scorso a Cordoba, la seconda città più importante del paese, quando i poliziotti si sono rinchiusi nelle caserme nel quadro di una protesta per esigere forti aumenti salariali, e nelle strade senza controllo delle forze di sicurezza è scoppiato il caos: oltre mille negozi sono stati saccheggiati e due persone sono morte in condizioni ancora non chiarite. Da allora, malgrado l'invio di 10 mila gendarmi federali in vari punti caldi del territorio, la protesta della polizia si è estesa, con modalità ed intensità diverse - con o senza sciopero vero e proprio, o ritiro dalla via pubblica - e conseguenze più o meno gravi per l'ordine pubblico. Si sono comunque registrati saccheggi in varie città e almeno altre due persone sono morte: un commerciante in una località della periferia di Buenos Aires e un presunto saccheggiatore ieri notte a Concordia, alla frontiera con l'Uruguay. È così che oggi le edizioni digitali dei principali giornali mantengono aggiornate in tempo reale le mappe delle agitazioni, provincia per provincia, che questo pomeriggio segnavano 6 province in cui a protesta è rientrata e altre 6 in cui il conflitto non è ancora stato risolto (su un totale di 23). Ufficiosamente, fonti del governo accusano i poliziotti di favorire, o perfino di istigare, la violenza di strada per usarla come mezzo di ricatto e di pressione sulle autorità, ma molti analisti segnalano che - al di là di possibili risvolti cospirativi - la crisi è scoppiata per una serie di fattori non necessariamente legati fra di loro, come la crescente inflazione (che si aggira intorno al 25%) e l'infiltrazione delle forze di sicurezza locali da parte delle organizzazioni del narcotraffico.

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