
È morto a Buenos Aires l'ex presidente argentino Raúl Alfonsín. Lo hanno reso noto i suoi familiari. Alfonsín, che aveva 82 anni, era da tempo affetto da cancro ai polmoni con metastasi ossea, e ieri aveva avuto un forte attacco di broncopolmonite. Alla guida dei radicali, Alfonsin era stato nel 1983 il primo presidente eletto nelle urne dopo la fine dell'ultima dittatura militare in Argentina, avviando la transizione del paese dalla dittatura militare che fece 30'000 desaparecidos alla democrazia. Alfonsín lasciò la Casa Rosada nel 1990 nelle mani del presidente Carlos Menem. Avvocato e giornalista, era nato nel 1927 a Chascomus ed è stato padre di sei figli. "Sfortunatamente in serata è morto il dottor Raúl Alfonsín", ha annunciato alla stampa il medico personale dell'ex capo dello Stato, Alberto Sadler, dell'Ospedale italiano di Buenos Aires. Alfonsín, ha raccontato Sadler, è morto "accompagnato dai suoi familiari, in pace, mentre era addormentato. Il decesso è avvenuto in un contesto di grande serenità, come lui ha sempre voluto". Le esequie, hanno reso noto le autorità, si svolgeranno nelle prossime ore nella sede del parlamento a Buenos Aires. Intanto nel paese le bandiere sono state poste a mezz'asta e il governo della presidente Cristina Fernández de Kirchner ha annunciato che sta preparando un decreto che prevede tre giorni di lutto nazionale. Fin dalle ultime ore, decine di persone si sono radunate davanti la sua abitazione, nella avenida Santa Fé della capitale argentina, dove viveva, e dove è morto, il leader del partito Unión Cívica Radical, di centrosinistra. Subito dopo l'annuncio della morte altre centinaia di persone si sono raccolte sotto la sua casa. Molti dei presenti portano candele bianche e cantano l'inno nazionale. Negli ultimi giorni Alfonsín aveva ricevuto la visita di tanti conoscenti, tra i quali molti politici, sia della sua formazione politica, che è all'opposizione, sia del partito peronista al governo. Tra i primi a rendere omaggio ad Alfonsín tre ex presidenti: Eduardo Duhalde e Fernando de la Rúa hanno sottolineato la solidità dei "principi" che hanno retto la vita dell'ex capo dello Stato, mentre per Carlos Menem Alfonsín è stato "una grande personalità politica". "Oggi l'Argentina ha perso un grande uomo democratico", ha commentato da parte sua l'ex ministro dell'economia Roberto Lavagna. ATS
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