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Estero
Argentina: desaparecidos; piloti "voli della morte" alla sbarra
Redazione
14 anni fa

Nell'Argentina della dittatura, tra il 1976 e il 1982, "si torturava per il piacere di torturare". È quanto è emerso in un processo giudiziario sui "desaparecidos", nel quale ancora una volta viene alla luce le responsabilità dei militari. In quest'occasione, nel mirino dei giudici ci sono i piloti dei "voli della morte" sul Rio de la Plata. Quello in corso in un tribunale a Buenos Aires è il più grande processo pubblico della storia del paese: gli imputati sono 68, accusati di 789 omicidi commessi nella famigerata Esma, la scuola di Buenos Aires che era in mano alla marina militare. I testimoni sono d'altra parte almeno 900. Nelle dichiarazioni ascoltate finora, la tortura e l'orrore emergono dappertutto: per esempio nei racconti fatti dei piloti che gettavano nelle acque del Rio de la Plata i "desaparecidos" e che si sono poi vantati, nel corso degli anni, di tale "missione". "Dopo Norimberga non credo che ci sia stato un processo di tale spessore per reati di lesa umanità", ha sottolineato l'ex giudice spagnolo Baltazar Garzón, presente in una delle udienze. In effetti, mentre i 68 imputati sono obbligati ad ascoltare le accuse contro di loro lette dai giudici, i media già anticipano quanto verrà alla luce quando, nei prossimi due anni, verranno ascoltati i testimoni. Secondo le accuse lette dai giudici, non sono mancate le violenze sessuali, la riduzione "in schiavitù" di "desaparecidos" o ragazzi torturati davanti ai genitori. ATS

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