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Estero
Argentina: blackout, proteste e tensione
Redazione
13 anni fa

In Argentina si vive in questi giorni un clima di tensione, alimentato da una serie di black out elettrici nella zona metropolitana di Buenos Aires causati da un'ondata di caldo soffocante, dalla recente protesta delle polizia locali - che ha innescato violenze e saccheggi, con un bilancio di almeno 10 morti - e lo spettro di un bis della rivolta sociale scoppiata 12 anni fa, che portò alla fine del governo di Fernando de la Rua. Da lunedì scorso, nella capitale e in molte altre città argentine le temperature massime superano i 30 gradi, con punte che rasentano i 40, il che ha portato a consumi record di elettricità, che a loro volta hanno causato problemi di distribuzione: nella Grande Buenos Aires - l'area metropolitana in cui vivono oltre 13 milioni di persone - i black out sono diventati una realtà quotidiana, causando gravi problemi. Alle proteste -in alcune zone periferiche la luce manca da giorni- il governo ha risposto con qualche imbarazzo: il governo ha prima evocato la possibilità di "black out programmati" per poi smentire tutto. Ora la stampa filo-governativa getta la responsabilità sulle aziende elettriche. I principali quotidiani nazionali pubblicano oggi un comunicato firmato da centinaia di personalità di spicco, favorevoli all'amministrazione di Cristina Fernandez de Kirchner - politici, sindacalisti, intellettuali, imprenditori, magistrati - in cui auspicano "un Natale in pace" e accusano "settori che agiscono fuori dalla legge" di voler organizzare "atti di violenza" per tornare "al passato".

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