
La giudice Aileen Cannon ha archiviato il caso della carte segrete a Mar-a-Lago a carico di Donald Trump dopo la sentenza sull'immunità della Corte Suprema.
"Archiviare tutti i casi contro di me"
"Tutti i casi contro di me dovrebbero essere archiviati". Lo ha scritto Donald Trump in un post su Truth dopo la decisione della giudice della Florida sulle carte segrete. "Se vogliamo andare avanti e riunire la nazione dopo gli orribili eventi di sabato, questa archiviazione dovrebbe essere solo il primo passo, seguito rapidamente dall'archiviazione di TUTTA la caccia alle streghe", ha attaccato il tycoon in un post su Truth ribadendo che "il dipartimento di Giustizia democratico ha coordinato tutti questi attacchi politici, che sono un'interferenza elettorale contro l'avversario politico di Joe Biden".
La vicenda
Lo scorso anno nella residenza a Mar-a-Lago erano stati trovati decine di scatolini di carte segrete prelevate dallo stesso tycoon quando ha lasciato la presidenza. Trump aveva poi affermato di non avere restituito le carte segrete trovate a Mar-a-Lago perché "troppo impegnato". Lo aveva spiegato all'emittente Fox, precisando di non aver avuto molto tempo per passare in rassegna gli scatoloni per verificare la presenza di sue cose personali. "Prima di restituirle volevo prelevare tutte le mie cose", ha detto Trump. Il processo si era poi aperto il 14 agosto 2023, ma l'ex presidente si è sempre dichiarato non colpevole di tutti e 37 capi di imputazione che si sono stati contestati per la vicenda dei documenti classificati nascosti nella sua residenza in Flroida. Il tycoon era quindi accusato di aver volontariamente preso possesso di informazioni di difesa nazionale, di aver fatto dichiarazioni false e complottato per ostacolare i tentativi delle autorità federali di rientrare in possesso di questi documenti. Il giudice che presiedeva l'udienza del tribunale federale di Miami, Jonathan Goodman, aveva detto che Donald Trump non avrebbe ptuto parlare con l'altro imputato, il suo valletto Walt Nauta, e non poteva cercare di contattare testimoni del processo a suo carico, riportava la CNN. Anche Nauta, che è accusato di aver spostato gli scatoloni contenenti i documenti classificati, si era subito dichiarato innocente.

