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Apple: crediamo in privacy, caso non andava aperto
Redazione
10 anni fa

"Fin dall'inizio abbiamo contestato la richiesta dell'Fbi di costruire una backdoor nell'iPhone credendo fosse sbagliato e un pericoloso precedente. Questo caso non avrebbe mai dovuto essere aperto." Così Apple dopo che l'Fbi ha trovato il modo per sbloccare l'iPhone di San Bernardino. "Crediamo profondamente che le persone negli Usa e in tutto il mondo abbiano il diritto alla protezione di dati, sicurezza e privacy. Sacrificare un principio in nome di un altro pone le persone e i paesi in una posizione di maggiore rischio". "Questo caso - aggiunge Apple - ha sollevato tematiche che meritano un dibattito nazionale sulle nostre libertà civili, la nostra sicurezza collettiva e la privacy. Apple resta impegnata a partecipare a questa discussione. Noi continueremo ad aiutare le forze dell'ordine con le loro indagini, come abbiamo sempre fatto, e continueremo ad aumentare la sicurezza dei nostri prodotti mentre le minacce e gli attacchi contro i nostri dati diventano più frequenti e più sofisticati".

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