
Il padre-mostro austriaco che per 24 anni ha tenuto segregata e violentato la figlia Elisabeth (43), mettendola incinta sette volte, è giunto nella sala del tribunale a St. Poelten dove è cominciato stamane il suo processo. L'uomo, 73 anni, è entrato scortato dalla polizia e nascondendosi il volto con un contenitore per documenti. Non ha risposto a nessuna delle domande che un giornalista della tv austriaca Orf gli ha rivolto al suo passaggio. Josef Fritzl, come già anticipato dal suo avvocato di difesa, ha respinto in apertura del processo l'accusa di omicidio colposo e di riduzione in schiavitù. Ha riconosciuto invece i capi di imputazioni di stupro, incesto, segregazione. L'accusa di omicidio è legata alla morte, subito dopo la nascita nel 1996, di uno dei neonati dell'incesto perché Fritzl si rifiutò di portarlo in ospedale. ATS
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