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Apartheid: tribunale NY ammette denunce, UBS fuori
Redazione
17 anni fa

Un tribunale di New York ha ammesso una serie di denunce di ex vittime della segregazione razziale in Sudafrica, che chiedono risarcimenti. Esso ha però escluso le denunce contro il settore finanziario, che coinvolgevano anche UBS. "È un grande passo avanti per i diritti umani a livello internazionale", ha commentato l'avvocato delle vittime dell'apartheid Michael Hausfeld. Nel 2002 migliaia di vittime avevano sottoscritto le denunce collettive presentate negli Stati Uniti contro diverse società internazionali, accusate di aver sostenuto il regime segregazionista di Pretoria negli anni Settanta e Ottanta. Le accuse, in un primo momento dirette contro un gran numero di imprese fra cui anche alcune Svizzere, erano state respinte. Nel 2007 un tribunale d'appello americano ha però disposto una nuova valutazione. Fra le società rimaste sotto accusa figurano le americane General Motors e IBM, insieme al costruttore automobilistico tedesco Daimler. Chi ha finanziato gli affari con il Sudafrica può invece tirare un sospiro di sollievo: la giudice Shira Schneidlin ha deciso di non ammettere le denunce contro il settore finanziario. Se la cava dunque anche l'UBS, che aveva emesso prestiti a imprese statali e parastatali, in particolare del settore energetico. ATS

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