
Si chiamerebbe Mohammed Delel secondo alcuni media online tedeschi il 27enne siriano che ieri è morto nell'esplosione ad Ansbach. L'uomo era arrivato per la prima volta in Germania il 3 luglio 2014 ed era stato successivamente destinatario di un foglio di via.
Secondo il quotidiano berlinese Tagesspiegel, per gli investigatori non è ancora chiaro se il rifugiato volesse farsi esplodere o innescare l'esplosivo con un dispositivo a distanza, forse collegato a un telefono cellulare che aveva con sé.
Secondo la fonte investigativa citata dal quotidiano berlinese, il rifugiato siriano avrebbe effettuato diverse telefonate prima dell'esplosione all'ingresso del concerto. Delel aveva con sé due telefoni cellulari, come spesso accade per i terroristi islamici che usano i telefoni cellulari per innescare le bombe a distanza. E dunque, secondo le stesse fonti, probabilmente il siriano non intendeva fare il kamikaze ma voleva innescare la bomba una volta depositata al concerto. Un modus operandi che lascia pensare ad un attacco islamista.
Durante la perquisizione al centro di accoglienza per rifugiati dove viveva il siriano di Ansbach è stato trovato diverso materiale compatibile con la costruzione di bombe artigianali, come pezzi di ferro e batterie. Lo ha riferito ai media il ministro dell'Interno bavarese Joachim Herrmann.
Le autorità tedesche hanno inoltre trovato un video in cui il siriano giura fedeltà al califfo dell'Isis Abu-Bakr al Baghdadi. In uno dei cellulari dell'uomo è stato trovato un video in cui l'uomo minaccia di fare un attacco come rivalsa nei confronti dei tedeschi perchè potrebbero distruggere l'islam.
Da una prima traduzione del video (l'attentatore si esprimeva in arabo) emerge che Delel intendeva agire nel nome di Allah.
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