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Niente colloqui oggi al Bürgenstock, Ben-Gvir scrive: «Tutto il Libano deve bruciare»
©MICHAEL BUHOLZER
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Lo ha reso noto il DFAE – Il protocollo d'accordo prevede la «cessazione delle ostilità» anche in Libano, ma per il ministro della sicurezza nazionale dello Stato ebraico «Israele deve chiarire all'intero mondo che non è alla mercé di nessuno» – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
un'ora fa
Raid sul Libano, colpiti obiettivi nella Bekaa e nel sud

«Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno appena attaccato le infrastrutture terroristiche di Hezbollah (organizzazione paramilitare islamista sciita e antisionista) nella valle della Bekaa, in risposta alle ripetute violazioni dell'accordo di cessate il fuoco da parte dell'organizzazione terroristica (...), che continua a pianificare e attuare attentati terroristici contro le forze israeliane». Così sulla rete sociale X il portavoce dell'esercito israeliano, dopo la diffusione della notizia della morte di quattro militari israeliani a opera di Hezbollah.

Secondo la rete televisiva satellitare qatariota Al-Jazeera due attacchi di droni israeliani hanno preso di mira la città di Harouf, nel distretto di Nabatieh, nel Libano meridionale. Il media arabo riporta inoltre un attacco aereo israeliano sulla città di Sajd, nel distretto di Jezzine, nel Libano meridionale.

L'agenzia di stampa statale libanese Nna segnala attacchi in diverse zone del paese.

un'ora fa
L'esercito rimane attivo per il Bürgenstock

Il dispiegamento dell'esercito svizzero per l'incontro - poi annullato - fra USA e Iran al Bürgenstock (NW) è al momento confermato. Non sono in effetti stati dati contrordini, ha detto oggi un portavoce del Dipartimento della difesa (DDPS) contattato da Keystone-ATS.

I fino a 2000 soldati dispiegati rimangono quindi in posizione. Il loro intervento è previsto per dare manforte alla polizia cantonale nidvaldese in compiti di protezione di oggetti, sorveglianza, ricognizione, trasporto e logistica.

Il Consiglio federale aveva approvato l'intervento il 17 giugno su richiesta del Canton Nidvaldo. In caso di grande evento, la Svizzera ha l'obbligo di garantire la sicurezza degli ospiti che beneficiano di una protezione speciale in virtù del diritto internazionale.

un'ora fa
Israele: Ben-Gvir: «Ora tutto il Libano deve bruciare»

«Per ogni lacrima di una madre israeliana, mille madri libanesi devono piangere. Tutto il Libano deve bruciare». Così sulla rete sociale X il ministro della sicurezza nazionale dello Stato ebraico Itamar Ben-Gvir, dopo che è stata diffusa la notizia di quattro militari uccisi dall'organizzazione paramilitare islamista sciita e antisionista Hezbollah in Libano.

«Con tutto il rispetto per gli americani, Israele deve chiarire all'intero mondo che il sangue dei nostri figli e la sicurezza dei nostri cittadini non sono alla mercé di nessuno. Tutto il Libano deve bruciare. Il nostro dovere supremo è proteggere i cittadini di Israele e i soldati delle Idf (le Forze di difesa israeliane), e questo impegno prevale su ogni altra considerazione».

«Ho detto al primo ministro (Benyamin Netanyahu), anche nelle nostre riunioni private: per ogni lacrima di una madre israeliana, mille madri libanesi devono piangere», ha ribadito il ministro dell'estrema destra israeliana. «Basta con questo ping-pong. In Medio Oriente non si vince con risposte misurate e con la moderazione, bisogna scatenarsi. Annientare. Sconfiggere il terrorismo».

«Una mattinata difficile (...). È ora di parlare con il fuoco. E di aprire le porte dell'inferno», scrive su X dal canto suo il ministro delle finanze israeliano Bezalel Smotrich.

Pasdaran sempre pronti a colpire i nemici

«Se il nemico intende proseguire con i suoi eccessi, il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica diventerà una forza ancora più potente di prima su terra, mare, aria e su tutti i campi di battaglia, e al minimo accenno da parte di Mojtaba Khamenei (la Guida suprema dell'Iran), infliggerà loro una sconfitta storica ben più grave». Così i Guardiani della rivoluzione (pasdaran in persiano) in un messaggio inviato alla Guida suprema, riportato dal canale televisivo satellitare in lingua persiana nonché agenzia di informazione digitale multilingue con sede a Londra Iran International.

«L'amata nazione e i guerrieri dell'Islam sono come una solida montagna, sostenuti dai loro statisti», si legge ancora nella dichiarazione.

Francia: Israele rispetti protocollo USA-Iran

Intanto, il ministro degli esteri francese Jean-Noël Barrot, intervistato dall'emittente radiofonica pubblica France Info, ha affermato che Israele deve «rispettare» il protocollo d'accordo firmato mercoledì fra l'Iran e gli Stati Uniti, che prevede la «cessazione delle ostilità» anche in Libano.

«Quell'accordo prevede la cessazione delle ostilità, il governo israeliano deve rispettarlo e gli Stati Uniti in particolare devono esercitare tutta la pressione necessaria sul governo israeliano affinché lo faccia».

Francia minimizza portata stop colloqui

Barrot ha anche lanciato un appello a non «attribuire significato eccessivo» al rinvio dei colloqui tra USA e Iran sul Bürgenstock (NW), ma ha aggiunto che «il più difficile arriva adesso». Il capo della diplomazia dell'Esagono sostiene che non bisogna essere preoccupati: «Il difficile arriva adesso ma quella riunione in Svizzera avrebbe perso parte del suo interesse nella misura in cui l'accordo era già stato firmato a Versailles», vicino a Parigi.

3 ore fa
Quattro militari uccisi da Hezbollah nel sud del Libano
©Manuel Balce Ceneta

Quattro soldati dell'esercito israeliano (Idf) sono rimasti uccisi in uno scontro a fuoco con l'organizzazione paramilitare islamista sciita e antisionista Hezbollah nel sud del Libano la scorsa notte, ha indicato stamattina il portavoce dell'Idf, ripreso dalle testate israeliane.

L'episodio, scrive il canale televisivo israeliano Channel 12 (Keshet 12), è avvenuto intorno alle 00.20 nel villaggio di Tibnit. Un ordigno aereo lanciato da Hezbollah ha colpito un carro armato dell'Idf.

A seguito di ciò, sono iniziati gli attacchi contro i terroristi e le loro infrastrutture nella zona di Nabatieh. L'Idf sta continuando a indagare sull'accaduto.

4 ore fa
Raid aerei israeliani sul Libano nella notte, almeno 16 morti
©Manuel Balce Ceneta

Le Forze di difesa israeliane (Idf) indicano di aver effettuato raid aerei durante la notte e di aver continuato ad attaccare terroristi e infrastrutture dell'organizzazione paramilitare islamista sciita e antisionista Hezbollah in diverse aree del Libano meridionale.

Lo scrive il quotidiano in linea The Times of Israel, aggiungendo che gli attacchi sono stati una risposta alle ripetute violazioni del cessate il fuoco da parte del gruppo terroristico sostenuto dall'Iran.

L'agenzia di stampa statale libanese Nna riferisce che almeno 16 persone sono state uccise nei raid. Ha pubblicato un bilancio dettagliato della nottata. «Il nemico - scrive - ha commesso diversi massacri all'alba nelle città di Sharqieh, Harouf e Kfarsir, nel distretto di Nabatieh, dopo che raid aerei hanno colpito abitazioni dopo la mezzanotte, provocando numerosi martiri, feriti e dispersi. Nabatieh e l'area circostante hanno vissuto una delle notti più difficili della recente aggressione, poiché il nemico ha intensificato significativamente i suoi attacchi. A partire dall'1.30 di giovedì notte/venerdì mattina - scrive ancora Nna - la sua artiglieria ha lanciato un pesante e concentrato bombardamento sulla città di Nabatieh, sull'area di Kfarjouz e sulle città di Kfarman, Zibdine, Nabatieh al-Fouqa, Haboush, Sajd e Jabal al-Rafie.»

«Intorno alle 2:10, aerei da guerra nemici hanno lanciato una serie di raid sulla città di Nabatieh, sulle città di Kfar Tebnit e Nabatieh al-Fouqa e sulle alture di Rihan. Intorno alle 3:00 del mattino, due ondate di raid aerei hanno colpito l'area di Kfarjouz-Nabatieh, il quartiere universitario di Nabatieh e il quartiere di Baydar a Harouf, causando, secondo quanto riferito, otto morti. A questo è seguito un raid aereo sull'area di Ash'amiyah, tra le città di Sharqiyah e Doueir, dove una casa è stata distrutta e quattro persone sono state uccise. Contemporaneamente, il quartiere di Al-Rahibat a Nabatieh è stato pesantemente bombardato».

«Nella città di Kfarsir, un raid aereo nemico ha provocato tre morti - prosegue l'agenzia libanese. Intorno alle 4:00 del mattino, la città di Qusaybah è stata colpita da un raid aereo, in concomitanza con il bombardamento di artiglieria della periferia di Kfarsir e Qusaybah. Ulteriori raid aerei hanno poi colpito Kfardjal e Kfartabnit. Intorno alle 5:00 del mattino, un drone nemico ha preso di mira una motocicletta vicino al municipio di Doueir, uccidendo una persona e ferendone un'altra. Anche la città di Jebchit è stata oggetto di una serie di attacchi con droni, in concomitanza con bombardamenti di artiglieria».

Infine, conclude Nna, «intorno alle 5:15 del mattino, aerei da guerra hanno attaccato la città di Adshit, seguiti da un attacco all'area di Kfarjouz-Nabatieh e a Toul, in concomitanza con pesanti bombardamenti di artiglieria sulla città di Jebchit».

5 ore fa
Annullato l'incontro di oggi al Bürgenstock
©Manuel Balce Ceneta

Non ci sarà alcun incontro oggi tra Stati Uniti e Iran sul Bürgenstock (NW). I colloqui sono stati annullati, dopo che il vicepresidente statunitense JD Vance e il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Ghalibaf hanno dichiarato di non recarsi in Svizzera come inizialmente previsto.

«La Svizzera rimane a disposizione e prosegue i preparativi», ha indicato a Keystone-ATS il portavoce del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), Nicolas Bideau. Berna, quindi, «rimane pienamente impegnata nei propri sforzi volti a favorire il dialogo», ha precisato.

Americani e iraniani, insieme a mediatori pakistani, qatarioti e agli altri Paesi coinvolti, si sarebbero dovuti incontrare nel canton Nidvaldo per avviare i primi negoziati sull'attuazione dell'accordo di pace. La Svizzera avrebbe dovuto essere rappresentata a livello di Consiglio federale.

Dopo la firma del protocollo d'intesa, gli Stati Uniti e l'Iran avrebbero dovuto avviare formalmente oggi i 60 giorni di negoziati finalizzati a un accordo definitivo, in particolare sul nucleare. Il memorandum è comunque entrato in vigore.

L'incontro era inizialmente previsto per celebrare la sottoscrizione del Memorandum of Understanding (MoU) raggiunto dopo mesi di tensioni tra Washington e Teheran. La firma elettronica da remoto del documento da parte del presidente statunitense Donald Trump e del suo omologo iraniano Massoud Pezechkian mercoledì sera ha però stravolto i piani della Confederazione che si era detta d'accordo di ospitare l'evento.

La Casa Bianca ieri sera (ora locale, le prime ore di oggi in Svizzera) ha reso noto che il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance non si sarebbe recato nella Confederazione oggi per avviare i colloqui in vista di un accordo definitivo con l'Iran, si legge in un comunicato.

«I piani per le prossime discussioni tecniche non sono stati ancora definiti e la delegazione statunitense si è preparata a partire alla prima occasione utile. Tuttavia, la logistica di questi negoziati non è mai stata né semplice né prevedibile. Per il momento, il vicepresidente non partirà stasera», si legge nella nota.

Secondo il MoU concordato, nei prossimi due mesi Stati Uniti e Iran dovranno definire in particolare le modalità di neutralizzazione dell'uranio iraniano arricchito al 60%. Washington si è inoltre impegnata a garantire un fondo da 300 miliardi di dollari per la ricostruzione dell'Iran nonché a revocare le sanzioni contro Teheran. In cambio, la Repubblica Islamica dovrà riaffermare il proprio impegno a non sviluppare armi nucleari.

L'accordo prevede anche la riapertura dello Stretto di Hormuz entro 30 giorni, con la revoca del blocco navale statunitense e la rimozione degli ostacoli alla navigazione da parte iraniana.

Nonostante l'accordo includa Beirut nella cessazione delle ostilità, Netanyahu ha ribadito che lo Stato ebraico «non abbandonerà la fascia di sicurezza nel sud del Libano finché le nostre esigenze lo richiederanno». In realtà, la mappa di dispiegamento dell'IDF nella parte meridionale del Paese indica che l'esercito presidia ancora zone che oltrepassano la Linea gialla. La questione, che rischia di far saltare il banco, è oggetto dei negoziati fra Israele e gli USA descritti da un funzionario israeliano come un braccio di ferro «teso».

«La lotta non è finita», ha dichiarato ieri il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che non ha tuttavia commentato direttamente l'accordo.

Lo Stato ebraico ha intanto proseguito i suoi attacchi in Libano contro Hezbollah, il gruppo filo-iraniano attivo in Libano, causando diversi morti da lunedì, tre giovedì e 18 la notte scorsa perdendo da parte sua quattro soldati, i primi dall'entrata in vigore del cessate il fuoco.

Israele ha annunciato questa mattina di aver sferrato nuovi attacchi contro obiettivi di Hezbollah, dopo che il gruppo sciita ha affermato di aver distrutto tre carri armati israeliani durante gli scontri nel sud del Libano.

Per la Confederazione l'incontro sul Bürgenstock avrebbe rappresentato una nuova opportunità per offrire i suoi buoni uffici. La Svizzera - giudicata «una padrona di casa adeguata» da parte della consigliera federale Karin Keller-Sutter ai microfoni di SRF - per ospitare la firma del documento si era già preparata per garantire la totale sicurezza durante l'incontro: sul territorio sarebbero stati dispiegati fino a 2000 militari e agenti di polizia.

Il Qatar, che ha svolto un ruolo di mediazione insieme al Pakistan, aveva insistito affinché la riunione si tenesse nella rinomata struttura nidvaldese di cui è proprietario.

5 ore fa
Il punto alle 6:40
©Manuel Balce Ceneta

Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance non si recherà in Svizzera per avviare i colloqui in vista di un accordo definitivo con l'Iran. Lo ha annunciato la Casa Bianca in un comunicato, dopo la firma di un protocollo d'intesa tra i due paesi avvenuta il giorno precedente. «I piani per le prossime discussioni tecniche non sono stati ancora definiti e la delegazione statunitense si è preparata a partire alla prima occasione utile. Tuttavia, la logistica di questi negoziati non è mai stata né semplice né prevedibile. Per il momento, il vicepresidente non partirà» si legge nella nota.

Trump ha ammesso ad Axios di aver negoziato l'accordo con l'Iran per evitare che il conflitto degenerasse in una depressione economica globale. Ciononostante, ha negato di essere stato in qualche modo ridimensionato da quell'esperienza. «Non ci sono limiti al mio potere», ha sottolineato. «non ho imparato nessuna lezione», ha aggiunto.

Ieri, ricordiamo, Usa e Iran hanno firmato un accordo e il presidente della Repubblica islamica Massoud Pezeshkian ha pubblicato su X le pagine del Memorandum di Islamabad definendolo «storico».

Donald Trump ha insistito nel sostenere che gli stati Uniti hanno sconfitto l'Iran «in modo totale», e che il memorandum d'intesa «probabilmente equivale a una resa incondizionata». In un'intervista ad Axios il presidente ha rivendicato il blocco navale imposto dagli Isa. «Chi altro avrebbe potuto attuare un blocco simile? Io ho effettuato un blocco navale in cui nessuna nave è riuscita a passare», ha detto il presidente.

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