
Continua la caccia all'uomo per catturare il killer del mercatino di Natale di Berlino, che lunedì sera ha provocato almeno 12 morti e decine di feriti, al volante di un TIR lanciato sulla folla, a due passi dalla Chiesa del Ricordo. Le autorità della capitale tedesca dicono che dodici persone sono ricoverate per "ferite molto gravi", mentre il ministero della Sanità afferma che alcuni dei feriti sono "in condizioni critiche", senza specificarne il numero.
Intanto è emerso che Anis Amri, il tunisino ricercato dalle autorità tedesche, era sbarcato a Lampedusa nel 2011 ed era stato poco dopo condannato per aver dato fuoco al locale centro d’accoglienza. Dopo aver scontato 4 anni di carcere a Palermo, aveva ricevuto un provvedimento di espulsione dall’Italia, provvedimento che, però, non è andato a buon fine perché le autorità tunisine non hanno effettuato la procedura di riconoscimento nei tempi previsti dalla legge. L’uomo aveva successivamente lasciato l'Italia per la Germania, dove è giunto nel 2015.
Nell’agosto di quell’anno era stato fermato dalla polizia ad agosto con un falso documento d'identità italiano a Friedrichshafen, località sul lago di Costanza al confine con la Svizzera.
In quel momento risultava registrato in un centro per richiedenti asilo a Emmerich sul Reno, nell'area di Kleve, al confine con l'Olanda, ma poi il domicilio era stato cancellato dalle autorità.
L'uomo era stato in seguito indagato dalle autorità del Nordreno-Vestfalia per il sospetto di preparare un grave reato contro lo Stato. Anche per questo motivo a luglio del 2016 la sua richiesta d’asilo era stata rifiutata. Tuttavia Anis non poteva essere rimpatriato poiché la Tunisia non voleva riconoscerne la cittadinanza. Il giovane si trovava quindi in un “limbo” che gli ha permesso di rimanere in Germania nonostante non ne avesse il diritto.
Tramite alcuni predicatori salafiti il tunisino era quindi entrato in contatto con una presunta cellula di reclutatori dell’ISIS e per questo motivo le autorità berlinesi lo avevano posto sotto sorveglianza da marzo sino a settembre, quando Anis Amri si era reso irreperibile.
La Germania offre fino a 100.000 euro di taglia a chiunque fornisca informazioni che portino all'arresto del sospettato dell'attacco al mercatino di Natale a Berlino.
Le sue impronte sono state rinvenute sul camion utilizzato per la strage. Lo annuncia la polizia tedesca, riferiscono i media tedeschi.
Oltre che sulla portiera del lato del guidatore, altre impronte digitali del tunisino Anis Amri sarebbero state ritrovate anche sul volante del tir. Lo riferisce la Berliner Zeitung, citando proprie informazioni. Il ritrovamento delle impronte sulla portiera è stato invece rivelato dalla Sueddeutsche Zeitung, basandosi su ricerche realizzate con il network che comprende le tv pubbliche NDR e WDR.
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