
Più di otto milioni di angolani sono chiamati alle urne oggi per rinnovare il Parlamento a sedici anni dalle ultime elezioni. Il partito al potere da 29 anni punta ad una larga maggioranza che gli consenta di cambiare agevolmente la Costituzione. Gli osservatori dell'Unione Europea hanno intanto già definito "un disastro" l'organizzazione del voto: stando alla responsabile della missione UE Luisa Morgantini, le operazioni di voto sono in ritardo ovunque. All'apertura dei 12.274 seggi, questa mattina alle 7, si sono registrate lunghe file di persone in attesa di votare per eleggere i 220 membri del Parlamento. A sei anni dalla fine della guerra civile che per ventisette anni ha sconvolto l'Angola, sono grandi le aspettative della popolazione che crede che questo sia un "giorno di speranza". "Le cose cambieranno - dice una donna di 65 anni in fila davanti ad un seggio - perché abbiamo sofferto tanto per vivere in pace". Le ultime elezioni si sono tenute nel 1992 ed il risultato elettorale ha riportato di nuovo il Paese in uno stato di caos e di guerra civile. I ribelli dell'Unione nazionale per l'indipendenza totale dell'Angola (Unita) usciti sconfitti dalle urne hanno infatti ripreso le armi contro il governo, facendo riesplodere uno dei conflitti africani più sanguinosi, in cui sono morte quasi mezzo milione di persone. I risultati non arriveranno prima di una settimana. ATS
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