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Estero
Anglicani: Inghilterra riflette, rischio lotta per anime
Redazione
17 anni fa

Una lotta per 'la conquista delle anime'. Un 'rischio' che corre la chiesa d'Inghilterra, secondo osservatori, dopo l'apertura del Papa che, annunciando l'imminente pubblicazione della 'Costituzione apostolica', offre accoglienza a quei gruppi che vogliano ricongiungersi alla chiesa cattolica. Sono i più tradizionalisti, coloro che avversano l'ordinazione di donne vescovo e che già, e da tempo, avevano avanzato al Vaticano richieste in questo senso. Ma sebbene le reazioni a caldo, ad un annuncio poi rivelatosi essere 'a sorpresa' quello giunto dalle sponde del Tevere questa settimana, chiamavano alla 'calma' perché la decisione di Benedetto XVI "non è proselitismo", aveva scritto ai vescovi la massima figura religiosa della Chiesa d'Inghilterra, l'arcivescovo di Canterbury Rowan Williams. E la stampa ha cominciato a chiedersi quale potesse essere l"entita" di questo passaggio, le dinamiche, le conseguenze, le cifre. La prima l'ha data al Times l'arcivescovo John Hepworth, il primate della Comunione tradizionale anglicana, sposato due volte, che dicendosi "profondamente toccato" dalla decisione del Papa ha annunciato che chiederà immediatamente l'approvazione affinché i 400.000 membri del gruppo possano riunirsi alla Chiesa cattolica. Questo fine settimana a Londra fino a 500 membri di un gruppo tradizionalista 'Forward in Faith' (Avanti nella fede), che si oppone alle donne vescovo, si é riunito proprio per discutere della questione: a loro si è rivolto un alto prelato della Chiesa d'Inghilterra, il vescovo John Hind di Chichester, che ha lanciato un messaggio chiaro: "Sarei felice di essere riordinato nella Chiesa Cattolica" ha detto. Stando alla proposta del Vaticano i religiosi anglicani sposati possono ricongiungersi alla chiesa romana, ma i vescovi dovranno rinunciare al loro titolo. Ciononostante, Forward in Faith ha contato già 12 vescovi disposti a farlo. E la ragione sembra essere racchiusa nelle parole del vescovo di Fulham John Broadhurst: "L'esperimento anglicano è finito", ha detto, perché ha fallito nel creare un ponte tra le differenze emerse su i religiosi gay e le donne vescovo. Queste ultime sono accettate in principio nella Chiesa anglicana, che però è profondamente divisa sull'opportunità di conoscere loro la stessa autorità dei vescovi uomini. Rimane però l'attesa per la pubblicazione della 'Costituzione apostolica' con i dettagli, anche quelli più 'pratici' di tutti: perché se l'apertura è rivolta ad intere parrocchie e congregazioni, cosa accadrà delle "proprietà" che a queste fanno capo? Quelle immobiliari per esempio. E' una delle domande posta in questi giorni. E, ancora, il salario: il Times ha sottolineato in questi giorni come il 'passaggio' potrebbe determinare una perdita economica, in quanto un religioso nella Chiesa d'Inghilterra può contare su un salario pari a 22.250 di sterline all'anno e sull'alloggio gratuito, mentre per un prete cattolico la somma è di circa 8.000 sterline, pagate dalla sua parrocchia e con l'intervento della diocesi quando questa non se lo può permettere. Non mancano poi le posizioni 'di principio'. Come quella dell'ex arcivescovo di Canterbury, Lord Carey, che al suo successore Rowanm Williams chiede di avanzare una protesta formale al Papa per non essere stato consultato per tempo sulla decisione. L'occasione potrebbe essere il mese prossimo, quando Williams farà visita al Papa in Vaticano. A fotografare l'attuale situazione è in un commento Ruth Gledhill sul Times: "gli anglo-cattolici, fino ad ora tenuti in disparte, si vedono improvvisamente 'richiesti' da Roma e corteggiati ancora una volta dalla Comunione anglicana che non vuole perderli". ATS

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