
Ancora proteste in Francia nel cosiddetto «atto quarto» della mobilitazione studentesca. Secondo stime provvisorie trasmesse dal ministero dell'Istruzione, la didattica è «totalmente o parzialmente sospesa» in 375 istituti scolastici sui 3.700 che conta il Paese.
In particolare, precisano le autorità francesi, «224 istituti sono completamente chiusi e 151 sono aperti parzialmente». Come promesso la settimana scorsa, il ministro dell'Istruzione nazionale, Édouard Geffray, ha convocato le tre associazioni studentesche delle scuole superiori al Ministero per oggi alle 15.00. All'incontro sarà presente anche il Ministro dell'Istruzione superiore e della Ricerca, Philippe.
Nel frattempo, la presidente dell'Assemblea Nazionale francese, Yael Braun-Pivet, nel quarto atto della mobilitazione studentesca ai quattro angoli del Paese, ha auspicato una «de-escalation» della tensione tra gli studenti delle scuole superiori e le forze dell'ordine. «Invito tutti alla calma: gli studenti, che hanno il diritto di esprimersi e di attuare blocchi (...), ma invito anche le forze dell'ordine alla moderazione», ha dichiarato ai microfoni di CNews/Europe 1, esprimendo rammarico per la diffusione di «immagini che generano ansia nei nostri giovani». Gli agenti, puntualizza Braun-Pivet, «hanno il compito di mantenere l'ordine pubblico; sono convinta che facciano del loro meglio, ma di fronte a loro ci sono i nostri figli, dei minori. La maggior parte dei giovani fermati è incensurata».
Quindi l'invito a una «maggiore proporzionalità» da parte degli agenti che - afferma - devono distinguere tra «black bloc» e «studenti». Sulle accuse di uso sproporzionato della forza da parte della polizia nei confronti dei giovani, la deputata ha riconosciuto che «la dottrina di gestione dell'ordine pubblico» potrebbe essere «ridiscussa». Braun-Pivet esprime infine soddisfazione per la decisione del governo di ritirare le granate stordenti in dotazione della polizia.

