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Estero
Anche lo Sri Lanka verso il divieto del burqa
Turiste con niqab a Lugano. Foto gonnella
Turiste con niqab a Lugano. Foto gonnella
Keystone-ats
5 anni fa
L’intenzione del governo si spiega con motivi di sicurezza nazionale. Nella Pasqua del 2019, dopo gli attentati dell’Isis nel paese, un divieto era stato introdotto temporaneamente

Lo Sri Lanka ha compiuto un passo significativo verso il divieto del burqa e di altre coperture per il viso in pubblico, per motivi di sicurezza nazionale: il ministro della Pubblica Sicurezza Sarath Weerasekara ha firmato un ordine del governo che ora necessita dell’approvazione parlamentare. Lo riporta la Bbc.

Sono trascorsi due anni - era la domenica di Pasqua del 2019 - da quando lo Sri Lanka è stato teatro di un’ondata di attacchi terroristici coordinati ad hotel e chiese. Fu un vero e proprio massacro - oltre 250 le vittime - rivendicato dall’Isis.

Durante la caccia ai terroristi autori degli attacchi, nel Paese - a maggioranza buddista - era stato introdotto un divieto di emergenza a breve termine sulle coperture per il viso. Adesso però il governo si è mosso per reintrodurlo su base permanente.

Il ministro Weerasekara ha detto che il burqa era “un segno dell’estremismo religioso verificatosi di recente”, aggiungendo che stava “influenzando la sicurezza nazionale” e che il suo divieto permanente doveva arrivare prima.

Weerasekara ha anche riferito che il governo prevede di vietare più di 1.000 madrasse, le scuole islamiche che, a suo avviso, stanno violando la politica educativa nazionale.

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