
Anche la Svizzera prende misure contro la Russia, dopo l'operato di Mosca in Crimea: la Confederazione ha deciso di sospendere i negoziati su un accordo di libero scambio, ha detto il consigliere federale Johann Schneider-Ammann. Il provvedimento è stato adottato di concerto con Norvegia, Islanda e Liechtenstein, gli altri membri dell'Associazione europea di libero scambio (AELS), ha spiegato il ministro dell'economia alla radio svizzero tedesca SRF. "Alla luce dell'insicurezza della situazione non si può fare come se nulla fosse successo", ha affermato Schneider-Ammann. "Gli accordi di libero scambio sono importanti, il mercato russo è importante, il mercato dell'unione doganale è importante, ma tutto ciò non a qualsiasi prezzo. Per questo abbiamo deciso un rinvio, in modo da poter tornare a trattare al momento opportuno in un quadro più sicuro". Per il consigliere federale PLR la mossa elvetica "è un segnale, un segnale formale, un segnale che siamo preoccupati degli sviluppi" in atto. Intanto però il governo non ha ancora deciso se allinearsi con le sanzioni adottate da Unione europea e Stati Uniti. "Il Consiglio federale si occuperà sicuramente di possibili sanzioni nelle prossime settimane", si limita a osservare Schneider-Ammann. Ieri sera Didier Burkhalter, in qualità di presidente dell'Organizzazione per la cooperazione e la sicurezza in Europa (OSCE), ha definito le recenti decisioni della Russia "incompatibili con il diritto internazionale". Il presidente della Confederazione ha aggiunto che l'OSCE richiamerà tutte le parti al dialogo.
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