
Il Qatargate risale all'inizio del 2019 e i Paesi coinvolti non erano due, ma tre: oltre al Qatar e al Marocco anche la Mauritania si mosse per influenzare le scelte dell'Eurocamera. A dirlo è stato Francesco Giorgi in un nuovo incontro con gli inquirenti belgi nell'ambito dell'inchiesta che ha sconvolto Bruxelles e che neppure le festività natalizie sembrano aver frenato. Nelle nuove dichiarazioni Giorgi è tornato ad escludere il coinvolgimento della compagna, l'ex vice presidente dell'Eurocamera Eva Kaili, puntando il dito contro Antonio Panzeri. Il Qatar - ha spiegato - contattò l'ex eurodeputato all'inizio del 2019. Quando Panzeri era ancora pienamente in carica.
"Non mi sono mai accorto di nulla"
I quattro fermati all'inizio di dicembre - Panzeri, Kaili, Giorgi e Niccolò Figà-Talamanca - sono tutti in cella. Nei prossimi giorni potrebbero essere chiamati a testimoniare altri due eurodeputati: il Dem Andrea Cozzolino, che ha annunciato di voler rinunciare all'immunità parlamentare, e il belga Marc Tarabella. Quest'ultimo, in un'intervista al Tgcom24 rilasciata dal piccolo comune vallone di Anthisnes, di cui è borgomastro, ha ribadito di essere estraneo ai fatti ma allo stesso tempo pronto a riferire. "Ho lavorato molto con Panzeri e Cozzolino, capisco che possa essere chiamato a testimoniare. Risponderò con franchezza a tutte le domande che mi faranno", ha spiegato Tarabella sottolineando di "non essersi accorto mai di nulla". Eppure a Bruxelles cresce il timore che la tela del Qatargate sia più estesa di quanto finora scoperto dagli inquirenti.
Il coinvolgimento dello stato africano
Secondo Giorgi, ad esempio, ad essere coinvolti non sarebbero solo Qatar e Marocco ma un altro Stato dell'area sahariana, la Mauritania. Nouakchott "ha un problema di immagine. Hanno incaricato il signor Panzeri di decidere cosa fare. Per quanto riguarda la mia retribuzione, ho affittato il mio appartamento in rue de la Tulipe all'ambasciatore della Mauritania. L'affitto era la mia controparte. Il sig. Panzeri ha ricevuto 25.000 euro in contanti", ha spiegato Giorgi agli inquirenti, secondo quanto riportato dal quotidiano belga Le Soir. E, stando al foglio brussellese, ad aver interessato gli inquirenti sono soprattutto i contorni temporali forniti da Giorgi.
Le versioni discordanti
"All'inizio del 2019 è iniziata la collaborazione" con gli emissari del Qatar, "abbiamo definito gli importi, che ho qualche difficoltà a ricordare, per i nostri rispettivi interventi. Erano in contanti", ha spiegato l'ex assistente di Cozzolino. Panzeri, quindi, avrebbe operato già quando era in carica all'Eurocamera. Mentre Panzeri, agli stessi inquirenti, avrebbe detto che la sua "collaborazione" era iniziata solo nell'autunno dello stesso anno.

