
Il governo britannico di Boris Johnson si allinea agli Usa estendendo le sanzioni anti russe in risposta all’invasione dell’Ucraina alle due figlie maggiori del presidente Vladimir Putin: Iekaterina Tikhonova e Maria Vorontsova. Lo annuncia il Foreign Office, precisando che le nuove misure - con congelamento di tutti i beni rintracciabili nel Regno Unito e divieto di viaggio - colpiscono anche Iekaterina Vinokurova, figlia del ministro degli Esteri, Serghei Lavrov.
Londra aveva già sanzionato il 25 marzo Polina Kovaleva, titolare dì una lussuosa casa a Kensington e indicata come figlia di primo letto della attuale partner di Lavrov. Nel comunicato del ministero degli Esteri britannico si afferma che i provvedimenti odierni rappresentano un ulteriore colpo “allo sfarzoso stile di vita del cerchio magico del Cremlino”.
Si tratta di un capitolo in più nel pacchetto di sanzioni concordato da Londra con gli Usa, con l’Ue e con gli altri alleati. “Un pacchetto senza precedenti - commenta da parte sua la ministra Liz Truss - messo in campo per colpire le élite russe e le loro famiglie, mentre l’economia della Russia si degrada a un livello mai visto fin dalla caduta dell’Unione Sovietica”. Truss sottolinea d’altro canto come per il governo Johnson occorra “fare ancora di più”, in particolare contro le importazioni energetiche da Mosca, secondo quanto discusso ieri in sede di G7: con l’obiettivo di fermare “la macchina da guerra di Putin” e impedire al Cremlino di raccogliere le risorse necessarie a finanziare “l’illegale e ingiustificata invasione dell’Ucraina”.
Il Foreign Office intanto calcola che finora l’Occidente sia stato in grado di bloccare l’equivalente di 275 miliardi di sterline di riserve estere di Mosca, pari al 60% circa di quelle detenute in dollari. E che le conseguenze delle sanzioni, oltre a impoverire tecnologicamente la Russia, possano causare nel 2022 una recessione mai osservata dalla fine dell’Urss nel Paese, con un’ipotesi di calo annuale del Pil stimata fra l’8,5 e il 15%.
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