
Un 'New deal' verde da 750 miliardi di dollari, per combattere la crisi. Questa la proposta lanciata dal Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (Unep) al vertice che si è aperto oggi a Nairobi. Nel rapporto annuale presentato alla 25ma sessione del Council del Forum globale dei ministri dell'ambiente, l'Unep propone che questo New deal - necessario a superare la triplice crisi: finanziaria, energetica e alimentare - venga finanziato nei prossimi due anni dai paesi più ricchi con almeno l' 1% del loro prodotto interno lordo. "Il G20 dovrà esaminare questa proposta nel suo prossimo incontro a Londra, in aprile", scrive l'Unep nel suo documento, precisando che, "rilanciare l'economia mondiale è essenziale" ma "misure concentrate solo su questo obiettivo non garantiranno un successo durevole". Per questo, in seno al G20 - precisa l'Unep - gli Stati Uniti, l'Unione Europea e i paesi ricchi dell'Ocse dovranno destinare almeno l'1% del loro prodotto interno lordo a programmi per ridurre la loro dipendenzadalle fonti fossili di energia (carbone, petrolio, gas), principali responsabili del cosiddetto effetto serra. I paesi mediamente ricchi e gli emergenti dovranno, nei limiti del possibile, seguire la stessa strada. I paesi in via di sviluppo, poi, dovranno fare del loro meglio anche per il miglioramento nel servizio e nel trattamento dell'acqua. "Non si tratta solo di mettere in piedi un'economia più 'verde' - avverte l'Unep - ma di fronteggiare minacce incombenti come il cambiamento climatico, l'insicurezza energetica e la penuria crescente di acqua dolce". Al vertice giovedì e venerdì prenderà parte anche il consigliere federale Moritz Leuenberger. ATS
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