
Quindici anni di deforestazione, dal 1990 al 2005, sono costati al pianeta oltre 70 milioni di ettari di foreste - una superficie pari a 17 volte quella della Svizzera -, soprattutto in America Latina, Caraibi e Africa e la principale causa è stata l'espansione delle superfici agricole coltivate. L'ottavo rapporto Fao sullo Stato Mondiale delle Foreste presentato oggi registra le fasi di un lento declino che ha impoverito tutti i continenti delle loro foreste, a partire dagli anni Novanta. "Tra il 1990 e il 2005, l'America latina ha perso circa 64 milioni di ettari - si legge nel rapporto - cioé il 7% della sua area forestale, mentre in Africa nel quindicennio considerato sono stati persi 8 milioni di ettari, a vantaggio dell'esplosione dell'agricoltura su piccola scala". Negli ultimi anni, però, secondo la Fao, qualcosa è cambiato. Tra il 2000 e il 2005 tutti i Paesi dell'America del Sud hanno continuato a registrare una perdita netta di foreste, fatta eccezione per il Cile e l'Uruguay. In questi due Paesi sono state messe in atto politiche governative volte alla conservazione e alla riforestazione. In Cile sono stati promossi investimenti che hanno permesso la riforestazione di 2 milioni di ettari di terreno e in Uruguay, dove queste politiche sono partite già dal 1987, oggi il tasso di riforestazione viaggia alla velocità di 50 mila ettari all'anno. ATS
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