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Ambiente: da Madagascar road map che salva biodiversità
Redazione
18 anni fa

Per salvare le specie di piante e animali in pericolo bisogna armarsi di pazienza, passione e matematica. È il messaggio principale che viene dalla prima 'road map' per la salvaguardia della biodiversità che ha preso il via in Madagascar, e che è descritta dalla rivista Science, che le ha dedicato la copertina. I ricercatori di diversi centri di tutto il mondo hanno collaborato per capire quali aree dell'isola, uno dei più importanti 'hot spot' del mondo quanto a biodiversità, dovevano essere protette per salvare il maggior numero di specie. L'avvio al grande piano, applicato per la prima volta nell'isola africana ma che può fare da esempio per tutti gli altri luoghi dove gli ecosistemi sono in pericolo, l'ha dato il presidente del paese nel 2003, quando ad una conferenza ha chiesto l'aiuto della comunità internazionale per portarle aree protette dell'isola da ventimila a sessantamila chilometri quadrati, corrispondenti al 10% del territorio. Invece di basarsi per la scelta dei territori su una singola specie, come potevano essere i lemuri, fortemente a rischio, i ricercatori hanno deciso però di effettuare un'analisi che comprendesse molte più specie. Alla fine quelle censite sono state più di 2300, fra animali e piante, e ad ognuna è stato assegnato un 'peso' in base al rischio di estinzione. Allo studio hanno partecipato 84 ricercatori di tutto il mondo. "Mai prima d'ora era stata fatta un'analisi con così tante specie e su un'area così vasta - spiega Claire Kremen, dell'università californiana di Berkeley - storicamente i piani per la conservazione sono stati focalizzati su una sola specie, o su un gruppo ristretto, ma rimane così poco tempo per molti animali e piante che questo approccio non è abbastanza veloce, Questo approccio può essere valido anche per molte altre zone da salvare del pianeta". La massa di dati su animali e piante è stata elaborata con un programma informatico appositamente studiato per capirne la distribuzione, e un altro programma ha poi valutato quali fossero le aree da proteggere per salvare il maggior numero di specie possibili. Il risultato è stato una mappa che indica su quali zone 'spalmare' il 3,7% di territorio da proteggere ancora da distribuire per arrivare all'obiettivo del 10%. Dallo studio é emerso che seguendo le indicazioni della mappa tutte e 2300 le specie verranno protette, mentre prima lo era solo il 70%. Fra le indicazioni principali c'é anche quella di proteggere anche zone che hanno una bassa copertura forestale, che invece normalmente vengono trascurate. "La diversità del Madagascar non è ancora ben conosciuta - spiega David Veites, coautore dello studio - ad esempio se avessimo fatto lo studio tre anni prima, avremmo 'perso' 50 specie di anfibi che ancora non si conoscevano. Purtroppo, a causa della distruzione continua degli habitat, molte specie si estingueranno prima che riusciamo a documentarne l'esistenza". Pur avendo una superficie limitata, il Madagascar ha una ricchezza incredibile di specie: si calcola che l'80% degli animali che vivono sull'isola non esista in nessun altro posto. ATS

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