
Il monopolio di Amazon si è tradotto in prezzi più alti per i consumatori: è l’accusa lanciata dal procuratore di Washington DC, Karl Racine, in un’azione antitrust contro il colosso di Jeff Bezos.
Secondo Racine, Amazon controlla illegalmente i prezzi al dettaglio online soffocando la concorrenza. Il gigante infatti vieta a chi vende i prodotti sulla sua piattaforma di offrire prezzi più bassi o termini d’acquisto migliori sul proprio sito.
Abuso di posizione dominante
Un divieto - dice il procuratore di Washington - che si traduce in prezzi “artificialmente alti. Amazon ha usato la sua posizione dominante sul mercato delle vendite al dettaglio online per vincere a tutti i costi. Massimizza i suoi profitti a scapito di venditori terzi e dei consumatori, danneggiando la concorrenza e soffocando l’innovazione”.
Amazon è nel mirino delle autorità americane da tempo e molti chiedono all’amministrazione di Joe Biden di presentare accuse antitrust contro la società. L’azione di Racine mostra come i procuratori degli stati americani sono in prima linea nel controllare il potere dei giganti dell’hi tech dopo anni di scarsa azione da parte delle autorità federale.
Sotto accusa anche Google e Facebook
Lo scorso anno un gruppo di procuratori di vari stati ha presentato due azioni antitrust contro Google, accusandolo di potere eccessivo nelle ricerche online e nella pubblicità. Un altro gruppo di 48 procuratori ha invece agito nei confronti di Facebook puntando a uno spezzatino della società.
L’azione contro Amazon arriva mentre il gigante delle vendite si appresta a siglare un accordo per l’acquisto degli studio MGM per 9 miliardi di dollari. L’annuncio è atteso a breve per quella che è la seconda maggiore acquisizione della storia di Amazon, con la quale il gigante potrebbe mettere le mani su un ampio catalogo di film, da James Bond a Rocky, da RobCop al Silenzio degli Innocenti.
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