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"Altre due cellule possono colpire in ogni momento"
Redazione
14 anni fa
Terza giornata al processo a Breivik, il killer di Oslo che il 22 luglio scorso ha ucciso 77 persone

Al via il terzo giorno del processo ad Anders Behring Breivik, il killer di Oslo che ha rivendicato le stragi del 22 luglio scorso, costate nel complesso 77 morti. Ispirato da al-QaedaIeri la dichiarazione shock: le stragi avrebbero avuto come ispirazione le imprese terroristiche di al-Qaeda, l'incarnazione per eccellenza di quel radicalismo islamico contro il quale il 33enne fanatico di estrema destra ha sempre sostenuto di voler combattere. Breivik si e' presentato ai giudici come un "militante nazionalista" norvegese. Quindi, calcando l'accento sul pronome personale plurale per accentuare l'impressione di non essere un semplice 'cane sciolto', ma parte di un'organizzazione assai piu' vasta e articolata, ha aggiunto: "Noi ci siamo fatti ispirare da al-Qaeda e dai militanti islamisti. E si puo' ben considerare al-Qaeda come il gruppo militante di maggiore successo esistente al mondo", ha sottolineato. In precedenza aveva dichiarato tra l'altro di essere "una cellula auto-gestita e indipendente", ma "collegata ad altre due". Nel corso dell'interrogatorio, l'estremista pluri-omicida ha quindi definito i cristiani una "minoranza perseguitata" e "il multiculturalismo un'ideologia autolesionistica", come del resto dimostrato dai "fiumi di sangue provocati dai musulmani" che scorrerebbero nelle citta' d'Europa. Infine, dopo aver ribadito che "rifarebbe tutto", si e' vantato di aver agito legittimamente sulla base dei "diritti umani universali". . I Templari? "Su questo non mi esprimo"Anders Behring Breivik ha poi rifiutato di fornire i nomi di altri militanti che con lui avrebbero dato vita a una risorgenza dell'ordine dei Cavalieri Templari. "Su questo non mi esprimo", ha dichiarato Breivik. Nel suo "manifesto politico" di 1.500 diffuso nel giorno del massacro, Breivik scrisse d'essere membro dei Templari, da lui rifondati con altre 3 persone a Londra nel 2002. Breivik: "Altre due cellule possono colpire in ogni momento" L'autore della strage di Utoya e di Oslo ha poi detto che "ci sono altre due cellule pronte a colpire in qualsiasi momento". Inoltre ha aggiunto che nel suo caso ci sono "solo due verdetti giusti": la pena di morte o l'assoluzione.  Breivik ha detto anche che "una pena detentiva di 21 anni sarebbe patetica. Non è quello che auspico (la pena di morte, ndr) ma rispetterei il verdetto". Quando gli è stato chiesto dell'esistenza di due "cellule" e se ci sia motivo di temere un altro attacco in Norvegia in qualsiasi momento, ha risposto sì due volte.

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