
È stata ancora una notte di disordini in Francia dopo la morte del 17enne Nahel, ucciso da un poliziotto a Nanterre durante un controllo di routine che il ragazzo avrebbe cercato di evitare. Oltre 1'300 fermi sono stati effettuati la notte scorsa nei disordini in Francia. In totale - secondo quanto comunicato dal ministero dell'interno - le forze dell'ordine hanno compiuto 1'311 fermi, di cui 406 a Parigi e nella vicina banlieue. Di fronte ai gravi scontri di ieri sera, con l'assalto a un'armeria, il sindaco di Marsiglia Benoit Payan ha chiesto "l'invio immediato di altre forze per il mantenimento dell'ordine" per arginare la violenza dei saccheggi e dei danneggiamenti.
Scontri in varie città
Uomini del Raid sono stati schierati anche a Lille, nel nord, dopo violenti disordini, mentre la situazione era tesa a Lione, dove si sono registrati scontri tra la polizia e giovani nella periferia della città, a Vénissieux e a Villeurbanne. Trentuno gli arresti. Saccheggi sono stati segnalati nel centro di Grenoble e di Saint-Etienne. A Nanterre, dopo mezzanotte razzi pirotecnici sono stati lanciati contro la polizia che ha risposto con lacrimogeni.
"È la Repubblica che vincerà"
Il ministro dell'interno Gérald Darmanin è stato nella notte a Mantes-la-Jolie, nella banlieue parigina, teatro di violenti scontri la notte precedente (era stato dato fuoco al Municipio). "È la Repubblica che vincerà", ha detto Darmanin aggiungendo che "non confondo le poche migliaia di delinquenti con la stragrande maggioranza dei nostri connazionali che vivono nei quartieri popolari".

